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Milan e Inter in crisi, Galliani conferma Allegri

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri

Profondo rossonerazzurro. Le due milanesi arrancano. Insieme fanno nove punti, tre in meno della capolista Juventus. Gli stessi di un anno fa, ma a parti invertite. Il Milan ne ha tre, ne aveva cinque. L’Inter è a quota sei, due in più di 12 mesi fa. Per vedere il Diavolo con tante sconfitte in avvio di stagione bisogna tornare indietro di 72 anni. Era infatti dal 1940 che i rossoneri non perdevano tre partite nelle prime quattro giornate. Addirittura peggio aveva fatto Fabio Capello, tornato nel 1997-98 alla guida del Milan: la miseria di due punti nei primi 360’ di gioco. L’ad Adriano Galliani però tuona e conferma a spada tratta il suo tecnico: «Allegri non si tocca, si va avanti con lui». E il livornese Max la prende con filosofia: «Sono in discussione? Merito l’esonero? Fate voi. D’altronde, ero sotto accusa anche quando l’anno scorso ero primo con quattro punti di vantaggio. E anche due anni fa, dopo la conquista dello scudetto, c’era chi aveva da obiettare sul mio operato. Ma per me conta solo la fiducia che ho dalla società». La verità è semplice: questo povero Diavolo è senza sostanza: orfano di Ibra davanti non punge e in difesa balla con i lupi senza i corazzieri Thiago Silva e Nesta.

Sponda Inter. Dopo aver ballato la rumba con la Roma, il Siena di Serse Cosmi ha fatto fare un paio di giri di lambada ai nerazzurri. Con i tifosi inviperiti, che hanno lanciato in campi i cuscinetti. Fischi e fiaschi. Sneijder non capisce, e guardando gli spalti sbotta: «Fischiate, fischiate pure». San Siro nemico non solo dei rossoneri, gli interisti in cinque gare ufficiali hanno collezionato due pareggi in extremis in Europa League, con Vaslui e Rubin Kazan. Tre le sconfitte: Hajduk, nel preliminare in Europa e due in campionato.

La famiglia Moratti incassa un’altra brutta domenica. La maschera di Massimo, tra il figlio Angelomario e la sorella Bedy, non ha bisogno di tanti commenti. Andrea Stramaccioni prova a giustificare l’avvio a singhiozzo della sua Inter: «Manca un esterno d’attacco. Non è arrivato quello che cercavamo. E non c’è nemmeno un sostituto di Milito». Ma come, c’era Pazzini, scaricato forse troppo in fretta. Il tecnico nerazzurro però fa spallucce e va avanti: «Brutto ko, ma guai mollare adesso». © M. Zorzo

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