«Samsung rispetta la decisione del tribunale», ha dichiarato – secondo quanto riporta Bloomberg – un portavoce, sottolineando però che il gruppo punterà comunque a far valere i propri diritti, anche in sede legale. Al centro della querelle giudiziaria ci sono sia l’hardware che il software. Ma è su quest’ultimo che si appuntano le maggiori contestazioni. Il Galaxy della Samsung utilizza Android, un sistema operativo dedicato ai dispositivi portatili (telefonini e tablet) messo a punto da una società controllata da Google.
Apple si accinge da parte sua a rilasciare la nuova release del suo iOS 5, il raffinato software che ha fatto la fortuna degli iPhone prima e dell’iPad poi. Come andrà a finire? Una cosa è certa, come è accaduto in passato (ricordate quando a odiarsi erano Microsoft e, ancora una volta, Apple?), a decidere non saranno i giudici, ma il mercato. Lo store online di Cupertino vanta la disponibilità di quasi mezzo milione di applicazioni, quello di Android è molto più indietro. Ma a Google sostengono che è solo questione di tempo, non a caso si sono già portati a casa per più di 12 miliardi di dollari il controllo della Motorola. Insomma, c’è spazio per tutti, concludono gli analisti. Gli affari sono affari, le guerre di «bandiera» non servono più: del resto, la stessa Apple non compra già proprio da Samsung chip e display? La disfida di Berlino per ora è finita uno a zero per il team di Cupertino, ma non basterà certo a lasciare all’impero di Jobs il (sostanziale) monopolio sui tablet. di Gino Cavallo

