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Ouya, console videogiochi open-source Android

Ouya

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Se c’è un pensiero che ogni notte tiene alzati a camminare nei loro manieri fino a tardi i produttori di console è il crescente successo dei giochi indipendenti, venduti su Steam o (ancora peggio!!) su smartphone e tablet. La carica dei giochi a 2,99 contro i quali sempre di più le console da 200 e passa, da rifornire con giochi da 50 e più, arrancano sia in termini di costo/convenienza che di gradimento che, infine, di successo critico. Un filone creativo a cui da poco è passato un talento come Hironobu Sakaguchi (creatore di Final Fantasy) e al quale si sono convertiti anche megafranchise come Sim City e Civilization (usciti in versione ridotta per Facebook). Al crocevia di tutto questo arriva ora Ouya, progetto indipendente (e come potrebbe essere altrimenti) finanziato dalle donazioni degli stessi potenziali consumatori (tramite il sito Kickstarter), talmente interessante da ricevere in media 120 $ da 38.937 potenziali clienti in soli 8 giorni. Al momento, ha raggiunto quasi quota 5 milioni di dollari di finanziamento, quintuplicando il budget iniziale richiesto. E’ una console dalle dimensioni di un posacenere che si collega WiFi e da cui si comprano videogiochi come fosse un tablet o un telefono, solo che si collega al televisore (in HD) e ha un controller come le console normali. La scatoletta è potenziata da un chip Nvidia Tegra, con un 1 Gb di RAM e 8 Gb di memoria Flash. E costa 100 dollari. Chiunque voglia sviluppare un gioco per Ouya sarà libero di farlo (il sistema operativo è Android, anch’esso libero, dunque basta crearli per l’Android Market e il gioco è fatto), l’unico requisito dei creatori è che una parte del gioco sia gratuita, cioè che sia sempre e comunque possibile per i giocatori provare il gioco gratis, come accade spesso con le app. Dunque, se anche i grandi player vorranno portare i loro franchise più potenti su Ouya dovranno adeguarsi alle logiche indie. La società da par suo tratterrà il 30% di ogni transazione (come fanno, peraltro, anche Apple e Google). Le potenzialità sono rivoluzionarie, l’idea incredibilmente semplice: portare il gioco indipendente di capolavori come Braid, Limbo, The Binding of Isaac, Fez ecc. ecc. ad un nuovo livello, liberarlo dal vincolo attuale della mobilità e trasformarlo in stanziale. © Gabriele Niola

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