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È morto Steve Jobs, il genio visionario della Apple

Steve Jobs

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L’America è a lutto. Un brivido commosso ha attraversato ieri il Paese, come quando morì John Kennedy, come quando in Inghilterra la gente si assiepò per salutare Lady Diana. Dai laboratori della Nasa fin nelle aule universitarie e liceali, la notizia della scomparsa di Steve Jobs è stata commemorata ieri mattina con un minuto di silenzio. Gli astronauti che hanno potuto rompere il silenzio e la monotonia del lavoro a bordo della stazione spaziale grazie agli iPod creati dal genio di Cupertino hanno scritto insieme un messaggio di addio: «Con la tua visione innovativa hai ispirato il mondo a superare i suoi limiti. Che tu possa riposare in pace». Simili messaggi sono arrivati non solo dalla Casa Bianca, ma da tutti i grandi capitani di industria che hanno lavorato con, o contro, Jobs. Dal rivale Bill Gates di Microsoft all’amico e discepolo Mark Zuckerberg di Facebook, dal sindaco di New York Michael Bloomberg al presidente Barack Obama, i messaggi si sono accumulati e la rivista Wired li ha riassunti su una pagina nera, in onore del grande inventore. Obama, che ha portato sempre con sè un iPod con le sue musiche preferite, e che anzi causò un po’ scalpore quando ne regalò uno alla regina Elisabetta nel 2009, ha mandato alla famiglia un lungo messaggio, molto più lungo di qualsiasi altro messaggio di cordoglio da lui scritto finora. Obama ha definito Jobs «la personificazione dell’ingegno americano».

L’annuncio della morte di Steve Jobs è venuto direttamente dalla società Apple, che ha sede a Cupertino, in California. Alle nove e mezzo di sera mercoledì il successore di Jobs, Tim Cook, ha informato il mondo che il 56enne fondatore della Apple si era «spento serenamente, circondato dai membri della sua famiglia». Immediatamente dopo, Cooks ha mandato una e-mail a tutti gli impiegati della società: «Abbiamo perso un caro amico e un grande ispiratore. Steve lascia una azienda che solo lui avrebbe potuto creare, e il suo spirito sarà per sempre il fondamento della Apple».

Il mercato non ha reagito alla notizia, e il titolo della Apple è sceso solo di un dollaro, fermandosi a 377 dollari. Una reazione quasi piatta, dovuta al fatto che la malattia di Jobs era cosa molto nota. Jobs, che nella sua vita è stato estremamente scarso di confidenze circa la sua vita privata, ne aveva parlato già sia nel 2005, dopo la diagnosi e l’operazione che sembrava avergli ridato la salute, sia nel 2009, dopo la ricaduta e infine nel gennaio di quest’anno quando ha annunciato che si sarebbe assentato «per motivi medici» per un periodo non definito. Da gennaio, Steve ha fatto poi due comparse in pubblico, in marzo e in giugno. Nella sua solita divisa – jeans e maglione nero a collo alto – era però apparso estremamente fragile. Ad agosto aveva ceduto definitivamente il timone della società a Tim Cooks con un messaggio che diceva tutto: «Ho sempre detto che quando fosse venuto il giorno in cui non sarei più stato in grado di esplicare i miei doveri come Ceo della Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno è venuto».

Martedì scorso, Tim Cooks ha presentato al mondo la nuova versione dell’iPhone 4. Molti erano rimasti delusi dall’appuntamento: niente di spettacolare, una presentazione stringata e non «fantasiosa» come quelle di Jobs. E anche l’aula scelta era sembrata più piccola e grigia. Alcuni commentatori di tecnologia avevano visto l’appuntamento come un fallimento di Cooks. In realtà oggi sappiamo che la presentazione era stata sobria e triste perché la fine di Steve era oramai alle porte. Della vita di Jobs si è sempre saputo poco, anche perché le varie biografie pubblicate sono uscite senza la sua collaborazione. Negli ultimi due anni però Jobs aveva lavorato con Walkter Isaacson, al quale ha affidato non solo le sue memorie, ma ha anche concesso di parlare sia con gli amici che con i familiari. La biografia, che uscirà con il semplice titolo ”Steve Jobs“, doveva arrivare in libreria l’anno prossimo, ma è stata accelerata e tutti sapevano che la decisione era stata presa perché arrivasse sugli scaffali con Jobs ancora in vita. La corsa non ha funzionato. Steve Jobs uscirà il 24 ottobre, ma Steve è uscito dalla vita due giorni fa.

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