I visitatori – il tetto massimo giornaliero è poco inferiore ai tremila – indossano braccialetti RFID che consentono ai molteplici display sparsi nel parco di identificare ogni singolo utente, mentre i sensori del Kinect registrano movimenti, suoni e volti per far vivere un’avventura multisensoriale a forte impatto emotivo. Compagno di viaggio di ogni ospite è il relativo avatar, col quale si può interagire in varie modalità a seconda dell’attrazione scelta. Nel Live Square ci si trova in una piazza virtuale di 150 metri per giocare col rispettivo clone, mentre nel Syno Star Performance visitatore e avatar mettono in scena un vero show su un palcoscenico con realtà aumentata. L’avatar è protagonista anche nell’Ender Mirror, dove è il visitatore a creare il suo clone; nel Live 360, invece, si dà il via ad una storia interattiva tra i due con il finale determinato dalle scelte dell’utente. Forte di un successo strepitoso, il Live Park 4D World Tour ha già creato i suoi cloni: i primi sorgeranno in Cina e a Singapore, mentre negli Usa la prima piazza interattiva vedrà la luce, neanche a dirlo, a Las Vegas.
Se l’Oriente attacca, l’Occidente risponde. Davanti alle novità provenienti dall’Asia, infatti, i grandi parchi tematici non stanno a guardare. È il caso della Disney, che ricreerà il mondo di Avatar in una serie di attrazioni sparse per il globo. Punto di partenza sarà il Walt Disney World di Orlando, dove ci sarà un intero parco (circa 5 ettari) dedicato a Pandora con attrazioni, negozi e ristoranti a tema. Il progetto, nato dalla partnership tra Disney e 20th Century Fox, è ancora alle fasi iniziali e la costruzione sarà avviata nel 2013 per concludersi nel 2016, dopo l’uscita al cinema dei due sequel del film. Il 4D sarà protagonista anche a Gardaland, dove dal prossimo 31 marzo all’interno di Time Voyagers (il cinema a quattro dimensioni del parco giochi) sarà proiettato “L’Era glaciale: l’alba dei dinosauri”, un mix di immagini tridimensionali ed effetti speciali per un’esperienza multisensoriale ravvicinata e coinvolgente mai provata prima. © Alessio Caprodossi

