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Prevenzione tubercolosi, più controlli sugli immigrati

Foad Aodi

Foad Aodi

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, ieri sul Messaggero ha auspicato una maggiore prevenzione contro la tubercolosi, anche nelle scuole. Oggi ne parlerà con il ministro Ferruccio Fazio «perché vi sono malattie che stanno tornando e non possiamo abbassare la guardia». A sostenere la sua tesi ieri c’era anche un’associazione che riunisce dei medici di origine straniera in Italia, l’Amsi. Dice il presidente Foad Aodi: «Concordiamo con Polverini che dice di volere fare prevenzione nelle scuole. Lo auspicavamo anche noi per non aumentare i pregiudizi e l’allarmismo nei confronti degli alunni di origine straniera. A settembre riapriranno le scuole, e non vogliamo far soffrire i nostri alunni colpe che non sono loro». L’associazione chiede anche che «venga ripristinata la Commissione salute e immigrazione del ministero della Salute, che era formata da esperti nel settore e il cui lavoro era molto utile anche con proposte allo stesso ministero».

Secondo l’Amsi, inoltre, è opportuno che «venga intensificata la rete degli ambulatori dedicati ai cittadini stranieri senza permesso di soggiorno», e che vengano istituite «consulte regionali su sanità ed immigrazione». E ancora: «Sarebbe importante promuovere campagne di prevenzione e informazione coinvolgendo le comunità straniere e le associazioni competenti, e intensificare i corsi di aggiornamento professionale con Ecm e gratuiti per medici e operatori sanitari sulle patologie emergenti e immigrazione e sanità». Infine, i medici di origine straniera ribadiscono che «gli immigrati non portano malattie, ma si ammalano qui per le condizioni igieniche-sanitarie, economiche, lavorative, abitative e sociale difficili».



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