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Valter Lavitola, dal Psi di Craxi e alla P4

Valter Lavitola

Valter Lavitola

L’inchiesta napoletana parte da un’indagine su Finmeccanica. Perché Valter Lavitola, classe ’66, oggi da qualche parte in Sudamerica, «disperato e non latitante», aveva consulenze e appalti dalla holding. Quelli che il gip definisce «affari loschi». Il suo nome balza alle cronache nell’estate del 2010, è Italo Bocchino a tirarlo in ballo in pieno tormentone per la casa di An a Montecarlo. Dice che dietro quell’operazione c’è Lavitola, direttore ed editore de L’Avanti. Campano, laurea in Scienze Politiche, è un craxiano della prima ora. Nell’84 entra nel Psi e cerca di farsi strada. E’ direttore dell’Avanti e, secondo l’accusa, usa i fondi per l’editoria ad altri scopi. Nel 2004 si candida alle europee con Forza Italia, tanti voti, ma non abbastanza. Intanto fa anche l’imprenditore: import-export nel settore ittico e rapporti commerciali, e non soltanto, con il Centro e il Sud America, creando un tessuto di relazioni che dipinge come una sorta di attività diplomatica non ufficiale. Il suo nome salta fuori anche dagli atti dell’inchiesta sulla P4 di Luigi Bisignani, caldeggia rapporti e nomine. Adesso ha un vero guaio giudiziario.