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Tagli incentivi rinnovabili, ministri divisi

Corrado Passera

Corrado Passera

Ministri divisi, contrapposizione tra imprenditori. Le rinnovabili sono il pomo della discordia. «È urgente aprire una discussione su cosa va in bolletta e cosa finisce sulla tassazione generale. Evidentemente situazione economica permettendo. Voci come i regimi tariffari speciali per le Ferrovie o il nodo della ”tassa sulla tassa” che caratterizza il metano, che procura allo Stato un extra-gettito di oltre il 6% andranno prima o poi affrontati. Certo, situazione economica permettendo». Federico Testa, Pd, deputato della Commissione Attività Produttive, studia da anni i temi dell’energia. E guarda alle mosse del governo sulla nuova disciplina degli incentivi per le fonti rinnovabili. Non minimizza il problema dell’impatto delle fonti rinnovabili sulle bollette ma non lo ritiene l’unico elemento da prendere in considerazione. Non è il solo. Anche dentro il governo, sono emerse le posizioni diverse dei due ministri: Passera, allo Sviluppo, più radicale nel voler tagliare gli incentivi alle rinnovabili dopo l’allarme lanciato dall’Autorità dell’Energia con l’aumento record delle bollette scattato ieri. Più cauto Clini, Ambiente, che teme un autogol da un ridimensionamento troppo drastico. «Possiamo spingere sul pedale dell’efficienza e delle energie pulite e contemporaneamente alleggerire il costo delle bollette», è il suo punto di vista. Legambiente, è piuttosto scontato, appoggia la posizione di Clini. «Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio. È stupefacente afferma il presidente Zanchini – che l’attenzione si concentri su quel 10% della bolletta elettrica legato agli incentivi alle rinnovabili, mentre nulla si dice sul restante 90% che riguarda il costo dell’acquisto di petrolio e carbone, i miliardari guadagni delle imprese, i sussidi al nucleare e ad altre voci assurde, oltre alle tasse». Stessa visione nel Pd: «Il costo dell’energia deve essere ridotto – afferma il responsabile Ambiente, Stella Bianchi – per alleggerirne il peso su famiglie e imprese. Bisogna portare concorrenza nel settore del gas, migliorare la rete di distribuzione, togliere oneri impropri a cominciare dal cip6 e da fondi per lo smantellamento delle centrali nucleari». © b.c.

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