Quel libro patinato messo in conto al Comune

Franco Fiorito

Franco Fiorito

Francone Fiorito con la fascia tricolore con il fiocco in vita che lo fa assomigliare più a un uovo di Pasqua che a un sindaco. Francone cameraman negli studi di una tivvù privata. Francone che taglia nastri a iosa. E poi i vip, una carrellata, uno dopo l’altro. E lui in posa col sorriso d’ordinanza. Da Vittorio Sgarbi a Franco Califano, da Katia Ricciarelli a Loredana Lecciso, dai Fichi d’India a Gianni Alemanno. E con Franco Battiato quando arrivò nella città dei papi per il mega concerto. Perfino una foto con Fiorito deferente accanto a Giovanni Paolo II. Non è l’album dei ricordi dell’ex primo cittadino, è un libro. Berlusconi mandò alle famiglie «Una storia italiana», Fiorito per non essere da meno fece stampare il «Rapporto sulla città di Anagni, cinque anni della Giunta Fiorito Noto». Cento pagine a colori a spese del Comune, costo 20 mila euro. D’altra parte il pallino della comunicazione Fiorito lo ha sempre avuto. Nel 2005 fece uscire dalle casse del Comune 30 mila euro per pubblicare il periodico «Il banditore». Nella civiltà della comunicazione l’importante era apparire. E spendere. Questo lo racconta anche Luigi Gabriele, che nel 2005 era nel comitato elettorale di Franco Fiorito. Ieri sera, intervistato da Valentina Petrini durante Piazza Pulita, la trasmissione di Corrado Formigli in onda su La 7, Gabriele ha sparato a zero. «Già alla prima campagna elettorale si diceva che avesse speso 1milione e 200 mila euro – racconta – e si sapeva che questi soldi non ce l’aveva. Furono dichiarati 60/70mila euro di spese elettorali, hanno dichiarato il falso in una maniera assoluta». © Vittorio Buongiorno

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