Paola Severino ministro della Giustizia

Paola Severino

Paola Severino

Il nuovo ministro della Giustizia del governo Monti è Paola Severino, prima donna della storia repubblicana a diventare Guardasigilli. E’ un primato che si porta dietro da anni, questa signora napoletana con la passione per Capri, per il teatro e anche per il giornalismo, esercitato come commentatrice autorevole sulle colonne di questo giornale. Ieri lo ha ricordato anche Giovanni Conso, suo predecessore al ministero e presidente emerito della Consulta: «Prima in tutto. Ben degna di essere la prima donna chiamata a ricoprire il ruolo di ministro della Giustizia. Ha una ricca esperienza come avvocato e come docente universitario, ma ha rivelato doti organizzative non comuni come docente della Luiss dove ricopre da anni, accanto alla cattedra di diritto penale alla facoltà di Giurisprudenza, anche la carica di Prorettore. E dove è anche coordinatrice per le discipline penalistiche nella scuola di specializzazione per le professioni legali». E ancora, prima donna in Italia a diventare docente universitario di diritto penale; prima donna a diventare vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Militare. Soprattutto, prima e unica donna a creare uno studio legale moderno e al tempo stesso modellato sui valori della famiglia allargata. E’ questo, probabilmente, il riconoscimento al quale Paola Severino tiene di più: aver individuato quella che i suoi quattordici avvocati chiamano l’alchimia magica dello Studio Severino: internazionale ma pieno di italianità, prestigiosissimo ma non inaccessibile.

Se chiedi quale sia il fiore all’occhiello della neo Guardasigilli, cioè quale sia il processo che porta nel cuore, tutti indicano la difesa delle parti civili della comunità ebraica nel giudizio contro Erich Priebke. Con un coinvolgimento emotivo alle stelle e guadagno pari a zero. E da questa atmosfera familiare che è partita la nuova sfida di Paola Severino con il disastrato sistema giudiziario italiano. Che lei conosce perfettamente, per averlo esplorato in lungo e in largo in decine e decine di processi eccellenti, da quello per il Petrolchimico di Porto Marghera fino alla vicenda Parmalat, in cui ha dimostrato l’estraneità di alcune banche straniere nel fallimento del colosso alimentare. E’ probabilmente la più esperta giurista italiana di diritto penale d’impresa; e intuendone la strategica importanza ha fortemente voluto la creazione di un master (che dirige) in quella materia, alla Luiss – Guido Carli di Roma.

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