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Massimo D’Alema indagato per gli appalti Enac

Massimo D'Alema

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Il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, risulta iscritto nel registro indagati della procura di Roma per aver usufruito di cinque passaggi aerei che gli erano stati offerti da un amico, Vincenzo Morichini. Ma stavolta, dai corridoi della procura dai quali filtrano spesso notizie compromettenti, si apprende che il fascicolo potrebbe finire in archivio nelle prossime settimane. E che l’iscrizione del registro indagati per finanziamento illcito ai partiti è stata un atto dovuto, dopo che la presenza di D’Alema a bordo di quei voli era emersa nell’ambito delle indagini sulla Rotkopf Aviation, per una presunta tangente per ottenere il certificato di operatore aereo e partecipare all’appalto per i voli di linea per l’isola d’Elba. Nelle scorse settimane lo stesso Massimo D’Alema si è presentato dai pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini per spiegare la sua posizione. E ieri il suo avvocato Gianluca Luongo, ha precisato che il suo assistito «ha fornito ai magistrati ogni chiarimento sulla vicenda dei voli». La procura avrebbe già verificato che lo stesso ex presidente del Consiglio avrebbe utilizzato la Rotkopf su indicazione del manager Vincenzo Morichini, che riteneva di vantare un credito con la compagnia che gli consentiva di disporre di un certo numero di passaggi aerei.

I magistrati avrebbero già escluso che la fornitura di servizi di questo genere possa configurare il reato di finanziamento illecito ai partiti, soprattutto se riferita al presidente del Copasir che potrebbe chiedere la disponibilità di voli di Stato. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera per il Pdl, ha commentato che «francamente, ad una prima lettura dei fatti, le motivazioni dell’avviso di garanzia a D’Alema appaiono forzate». Non la pensa allo stesso modo il presidente del senatori del partito di maggioranza relativa Maurizio Gasparri: «Vado sempre d’accordo con Cicchitto – ha detto dopo avere letto la dichiarazione del collega di partito – . Ma non questa volta. L’avviso di garanzia a D’Alema è giusto e meritato. Semmai è tardivo. Lo meritava ben prima». Sull’avviso di garanzia è intervenuto anche il partito di D’Alema: «D’Alema si è già reso disponibile ad ogni chiarimento. Confidiamo che sulla base degli elementi forniti saprà chiarire la propria posizione e risulterà estraneo ad ogni addebito. Come sempre confermiamo la nostra fiducia nel lavoro della magistratura». Lo ha affermato il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando dopo la notizia che il presidente del Copasir Massimo D’Alema è indagato nell’ambito dell’inchiesta Enac. ©m. mart.

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