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Leggi dure anti Black bloc, stretta cortei

Roberto Maroni

Roberto Maroni

Una legge Reale-bis, con inasprimento delle norme. Roberto Maroni è pronto a vararla, e lo annuncerà oggi in Senato (all’esterno di Palazzo Madama i poliziotti protesteranno contro i tagli alla sicurezza), raccogliendo un suggerimento di Antonio Di Pietro. In linea con Maroni c’è anche Ignazio La Russa che vorrebbe un decreto. Come negli anni di piombo, quando il terrorismo insanguinava l’Italia, il governo punta a misure rigide per tutelare l’ordine pubblico, contro i black bloc e gli indignati più estremisti. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha però già preso una decisione immediata: nel suo potere di Commissario straordinario per l’emergenza traffico, ha firmato ieri sera un’ordinanza che vieta per un mese lo svolgimento di cortei nel centro di Roma. Saranno possibili solo sit-in in alcune piazze, tra cui piazza della Repubblica.

Stop quindi anche alla manifestazione della Fiom in programma il 21 ottobre contro la Fiat: le tute blu non ci stanno, protestano Landini e Camusso. Ma alla fine il divieto del corteo resta: sarà possibile solo l’uso della piazza (Esedra). Sul fronte dell’opposizione c’è estrema cautela su una legge Reale bis. Il Pd, attraverso Rosy Bindi, apre ma con riserva (altri esponenti, invece, sono decisamente contrari). Marco Pannella è pronto a sfidare il governo. Contro questa legge, «lotteremo, con altrettanto vigore, come 30 anni fa, abbiamo già fatto un referendum». Chiude a nuove norme anche il vice-presidente del Csm, Michele Vietti: le leggi non si fanno «sull’onda dell’emotività legata ai fatti di cronaca». Il giro di vite è annunciato dal ministro dell’Interno durante un incontro in Assolombarda, a Milano. Dice: «Per una volta sono d’accordo con Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire: esattamente quello che voglio dire in Parlamento».

Per frenare i violenti, ci vogliono misure «preventive» efficaci. Maroni si è sentito poco dopo con La Russa, il quale ha concordato pienamente per questa linea, aggiungendo: «In casi del genere io credo che i decreti ci possano anche stare. Dobbiamo rendere più facile l’intervento delle forze dell’ordine quando si tratta di separare coloro che manifestano seguendo le regole, da coloro che approfittano delle manifestazioni. Magari sentendosi ideologicamente contigui, per scatenare violenza». Il sostegno al governo arriva dai capigruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Chiedono nuovi provvedimenti «per evitare che si ripetano situazioni» come la guerriglia di sabato scorso, e ricordano che nell’ultimo Consiglio dei ministri «sono stati recuperati 450 milioni per il compatto sicurezza-difesa». In questo modo, è stato evitato «di ridurre gli stanziamenti destinati» a poliziotti e carabinieri.

Adesso, però, vogliono recuperare altri 60 milioni, sempre destinati alla sicurezza, in occasione dell’esame della legge di stabilità. Mentre non si sa quali norme della Reale verranno ripescate (l’incertezza maggiore riguarda, soprattutto, quelle dell’uso delle armi durante le manifestazioni pubbliche), il dibattito prende quota soprattutto nel centrosinistra. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd in Senato, vuole ascoltare cosa dirà il ministro Maroni prima di prendere posizione, ma pone già un paletto: «Ciò che serve davvero è applicare le leggi esistenti, fare più prevenzione ed evitare tagli alle risorse» della sicurezza. Sui tagli battono molti esponenti del centrosinistra. Luigi Zanda, Pd, ha presentato un’interrogazione sostenendo che il governo ha «sottratto circa 2,5 miliardi di euro alla missione ordine pubblico e sicurezza», Maroni deve spiegare quali sono state le «conseguenze in termini di dotazioni e retribuzioni». Benedetto Della Vedova, dice no a nuove leggi, semmai ci vogliono più mezzi per la polizia. © Fabrizio Rizzi

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