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L’autocritica di Tremonti, potevamo fare di più

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti e Mario Monti: figure assai diverse fra di loro, prima al ministero dell’Economia c’era l’uno e adesso c’è l’altro (che è pure premier), entrambi professori ma ognuno a modo suo, tutti e due dotati di una certa ironia ma incomparabile e differentemente dotati di un approccio tecnico-politico ai problemi. Insomma: considerarli una coppia, sia pure a distanza, non si potrebbe mai. E tuttavia, ieri, Tremonti è apparso più montiano che berlusconiano. Non ha detto, come ha fatto il Cavaliere l’altro giorno, che «gli italiani ci richiameranno al governo», perchè l’attuale esecutivo non funziona. E meno che mai ha mandato a quel paese Monti, come ha urlato invece Bossi nel comizio a Milano. Tutt’altro. «In questo momento, è importante la stabilità». Ecco, Monti vada avanti e non è il caso di avventurarsi in chissà quali cambiamenti in corsa. Il format del nuovo Tremonti è questo, e lo si è visto da Fabio Fazio, a Che tempo che fa, dove ieri l’ex ministro è stato ospite. Nella veste che gli è più naturale. Quella del saggista brillante (e fresco autore del saggio «Uscita di sicurezza», Rizzoli), dell’intellettuale appassionato di politica a cui piacerebbe ancora stare in campo, e magari ci ritornerà essendo ancora nel Pdl ma essendo anche convinto che si sta attivando fra i partiti un «processo di disgregazione-riaggregazione creatrice». Quanto ai problemi interni alla Lega, «non mi metto a intrigare dentro casa d’altri».

«L’equilibrio finanziario – incalza Tremonti – non c’è ancora, nonostante alcuni interventi, gli sforzi e certi errori. Sui mercati, i soldi che girano sono pochi e molti sono della Bce. Per questo è importante, ora, la stabilità». Ma anche alla rivendicazione della continuità ci tiene assai l’ex ministro. «Per tre anni – puntualizza – abbiamo fatto la politica di bilancio più seria d’Europa, e Monti su questo sta facendo un di più ma sulla piattaforma già esistente». E ancora. Monti va bene – questo il leit-motive tremontiano – ma anche io non ero tanto male. «Quando l’attuale premier dice che la crisi ha una dimensione europea, dice una cosa giusta. Ma dice quello che ho sempre detto io». Autocritiche? «Nella manovra di agosto si poteva fare di più», sostiene il nuovo Giulio ma probabilmente la defaillance l’attribuisce più a Berlusconi che a se stesso.

Due battute molto tremontiane. La prima: «Se vedo uno che fa una rapina non lo tasso, lo blocco. La Tobin Tax tassa i derivati, mentre io penso che vadano cancellati». La seconda battuta riguarda la Germania: «Penserà che le cose vanno bene, fino a quando il fuoco non lambirà qualche birreria». E fra la birra di Bersani e la birreria di Tremonti, l’attuale inquilino di Palazzo Chigi si gode la sua stabilità. © Mario Ajello

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