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L’assessore trasferì il funzionario scomodo

Marcello Raimondi

Marcello Raimondi

La delibera di autorizzazione per lo smaltimento di amianto a Cappella Cantone doveva passare. A tutti i costi. Perciò l’assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi, indagato per concorso in corruzione con i vertici della Compagnia delle opere nell’inchiesta sulla discarica, non ci ha pensato due volte a rimuovere il funzionario scomodo. R.C., dipendente dell’Arpa, si opponeva alla valutazione sull’impatto ambientale e l’assessore lo spostò alla protezione civile. Mazzette, pressioni, intimidazioni. Così funzionava al Pirellone, secondo quanto ricostruito dai dipendenti ascoltati dalla procura di Milano nelle indagini sulla delibera proposta e firmata dal governatore Roberto Formigoni per sbloccare la pratica amianto. «Traffico di influenze», lo definiscono i pm che hanno iscritto nel registro degli indagati almeno due assessori regionali. E Raimondi sarebbe stato il referente della Compagnia delle opere bergamasca, il politico con cui erano in contatto l’ex presidente Rossano Breno e il suo vice Luigi Brambilla i quali a loro volta hanno ricevuto da Locatelli mazzette per 210 mila euro e la ristrutturazione gratuita della scuola Imiberg per un milione di euro. Quanti di questi soldi, più eventuali «utilità», siano finiti ai piani alti del Pirellone è ciò che i magistrati intendono accertare, ricostruendo il ruolo che ciascuno dei protagonisti aveva nella vicenda: la Compagnia delle opere fungeva da «gruppo di pressione» nei confronti di Raimondi e altri funzionari, l’assessore a sua volta spendeva potere e influenza per far approvare la delibera. Sul versante del Pdl, invece, Locatelli dice di aver mobilitato l’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, ricompensato con una tangente da «100 mila euro consegnata e un’altra della medesima entità promessa». Tutto ciò è stato riferito da Locatelli ai magistrati negli interrogatori dello scorso gennaio e a corroborare le dichiarazioni confessorie dell’imprenditore c’è anche un’intercettazione ambientale del 3 ottobre 2011 in cui è stata registrata la consegna di 25 mila euro in contanti a un rappresentante della Cdo, avvenuta a bordo dell’Audi del proprietario della discarica. Locatelli era sul baratro del fallimento e la concretizzazione del progetto era vitale per la sua azienda: sarebbe stato il primo e unico centro di smaltimento di amianto in Lombardia, per realizzarlo racimola prestiti e ottiene finanziamenti per 15 milioni di euro, come si evince dalle intercettazioni. Ma molti comuni e la stessa provincia di Cremona si oppongono al piano, dato che la discarica sorgeva su un terreno agricolo e a rischio di inquinamento della falda acquifera. I magistrati convocheranno in procura i sindaci contrari, nei confronti dei quali sarebbero state esercitate pesanti intimidazioni politiche. © C.Gu.

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