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Dimissioni Lombardo, infangata la Sicilia

Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo

Alla fine ha lasciato. Non prima di dare la zampata finale, nominando assessore agli enti locali il fidato Nicola Vernuccio che avrà il compito di gestire il cammino verso le elezioni anticipate. La legislatura è finita, Raffaele Lombardo va via, dice, «con la coscienza a posto». La Sicilia, ha annunciato il presidente dell’Assemblea Regionale Francesco Cascio che ha parlato in aula dopo il governatore, tornerà al voto il 28 e il 29 ottobre. Il 14 aprile aprile di 4 anni fa vinse con il 65% dei voti contro Anna Finocchiaro, centrosinistra. Oggi Lombardo è sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio e la Sicilia è ad un passo dal fallimento, con un debito di oltre 5 miliardi. Ma il governatore nel suo intervento di addio punta il dito contro il governo di Roma: «Assistiamo a una vera e propria aggressione nei confronti della nostra Regione, della sua autonomia e vediamo affermarsi un serrato centralismo con tagli che vengono imposti da continue manovre finanziarie – ha detto – con grande disagio ho affrontato questa situazione». Eppure la spending review presentata pochi giorni fa al premier Monti per scongiurare il pericolo del default è finita nel nulla. Il testo prevedeva tagli per 150 milioni già nel 2012 e 300 milioni dal 2013, ma all’interno del parlamento siciliano non è stato trovato l’accordo.

«Siamo consapevoli che l’Italia e la Sicilia vivono un momento molto critico – ha continuato Lombardo – la crisi non risparmia nessuno. Il debito dell’Italia è cresciuto fino a 2 mila miliardi di euro, il 120% del Pil, mentre la Sicilia lo ha in rapporto al 7% del proprio Pil». Così, visto che le cose non vanno poi così male, già che c’era l’ormai ex governatore ha nominato Claudio Torrisi assessore all’Energia e ha scelto un altro fedelissimo, Mario Zappia, come commissario straordinario dell’Asp di Siracusa.

La corsa alla successione è già partita. I primi nomi sono quelli di Claudio Fava e Rosario Crocetta. L’ex eurodeputato, figlio del giornalista Giuseppe ucciso dalla mafia nel 1984, ha accolto l’invito di un gruppo di intellettuali. Crocetta, ex sindaco a Gela, è sceso in campo anticipando il Pd ed è sostenuto da alcuni movimenti nati nei social network. © Marco Pasciuti

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