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Decreto sanità, via le norme su giochi e bibite

Renato Balduzzi

Renato Balduzzi

Il governo dovrebbe approvare nel Consiglio dei ministri di mercoledì il decreto di riforma della sanità messo a punto dal ministro Balduzzi, ma in una versione più leggera rispetto alla bozza originaria: una quindicina di articoli invece dei 27 previsti, senza alcune delle misure più controverse. In particolare sono destinate a saltare le norme controverse in materia di tassazione di bibite gassate e quelle sui giochi che comprendevano fra l’altro il divieto di installare apparecchi da gioco a meno di 500 metri da scuole e altri centri di aggregazione giovanili. In bilico anche le norme sulla non autosufficienza. Restano invece il riassetto dell’assistenza territoriale, con la spinta ai medici a consorziarsi tra loro e garantire il servizio 24 ore su 24. Nel decreto vengono stabiliti anche i vincoli per l’esercizio dell’attività intramoenia che si sta ancora discutendo su come definire il tema delle tariffe massime e minime, mentre resta per i medici che svolgono questa attività l’obbligo di rendere completamente tracciabile la propria attività, compresi i compensi. Nel testo vengono introdotte nuove regole per le nomine nel servizio sanitario nazionale e nelle Asl. Un’altra novità che dovrebbe arrivare con la riforma sanitaria è l’introduzione del fascicolo elettronico contenente tutti i documenti sanitari sul cittadino.

Medici di famiglia. Aggregazioni sul territorio per decongestionare gli ospedali Per riorganizzare l’assistenza territoriale, il governo parte da una premessa: il panorama sanitario è cambiato, con l’incremento delle patologie croniche e l’allargarsi del fenomeno della non autosufficienza. Questa situazione richiede anche un ripensamento della tradizionale figura del medico di famiglia. L’obiettivo delineato è l’integrazione tra le varie competenze professionali che operano nel servizio sanitario nazionale, medici di base, pediatri specialisti: nel futuro ci saranno aggregazioni in grado di garantire assistenza ai pazienti per tutte le loro esigenze, potenzialmente 24 ore su 24. Tra le finalità evidenti di questa svolta, come suggerisce la relazione illustrativa del decreto, c’è anche quella di «decongestionare gli ospedali», che attualmente sono il terminale di molte richieste a volte improprie.

Attività intramoenia. Visite anche in studio ma con pagamenti tracciabili La possibilità per i medici del servizio sanitario nazionale di svolgere la propria attività professionale all’interno delle strutture sanitarie pubbliche è prevista da oltre dieci anni, ed è regolata da un regime provvisorio in vigore da allora. Il decreto tenta di affrontare i nodi che finora hanno pesantemente condizionato il concreto esercizio dell’intramoenia: da una parte la disponibilità di spazi adeguati, dall’altra la possibilità di controllo per il lavoro esterno. È previsto che le aziende sanitarie avviino una «definitiva e straordinaria ricognizione» dei locali, mentre se l’attività si svolgerà in studio questo dovrà essere collegato in rete, e il paziente pagherà la prestazione direttamente alla struttura pubblica.

Fascicolo elettronico. Servirà il consenso personale per consultare i dati Il fascicolo sanitario elettronico (Fse) è definito come «l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito». Tutte le informazioni saranno progressivamente inserite dalle strutture che hanno in carico il cittadino, con l’evidente vantaggio di rendere disponibile per successive cure la sua storia clinica. Il tema contiene naturalmente aspetti delicati per quanto riguarda la riservatezza. È previsto quindi il consenso dell’interessato per la consultazione dei dati, salvo casi di emergenza sanitaria definiti in modo rigido. Il mancato consenso naturalmente non pregiudica il diritto alla prestazione sanitaria.

Nomine dirigenti. Bandi pubblici regionali per introdurre la trasparenza Trasparenza e meritocrazia nelle nomine dei direttori generali degli aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale. Questo obiettivo apparentemente scontato ma nella realtà piuttosto ambizioso è al centro di un articolo del decreto sanità. In particolare è previsto che le Regioni garantiscano la pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula. I candidati oltre che un diploma di laurea magistrale dovranno dimostrare esperienza dirigenziale almeno quinquennale in campo sanitario e settennale negli altri settori. È inoltre introdotto un limite di età fissato a 65 anni. Norme analoghe sono previste per la nomina di dirigenti di strutture complesse, sempre con adeguata pubblicità.

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