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Condono edilizio, il Pdl ci riprova

Nitto Francesco Palma

Nitto Francesco Palma

Il Pdl ci riprova con il condono. «Io pongo un problema serio perchè nel 2003 il condono edilizio venne applicato su tutto il territorio nazionale tranne che in Campania. È giusto che ora venga applicato anche a questa regione». E’ Il senatore del Pdl, coordinatore del partito per la Campania ed ex Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, a spiegare perchè si è fatto promotore di un provvedimento che sarà all’esame dell’Aula del Senato dalla prossima settimana. «In Campania – aggiunge Nitto Palma – ci sono 175.000 abitazioni abusive. L’equivalente di una città come Firenze. Se si pensa che l’abbattimento di queste non potrà essere di più di 35 case all’anno, perchè non ci sono i soldi, applicare ora questo condono mi sembra una cosa sacrosanta. Comunque sarà l’Aula a decidere». Il parlamentare, infatti, ricorda che «oltre ad un discorso di equità», visto che in Campania «a differenza di tutte le altre regioni» non si applicò il condono edilizio del 2003, ci sono anche difficoltà tecniche: «mancano i luoghi dove allocare le persone che perderebbero la casa – sottolinea – nè le discariche per accumulare i detriti». «In più – avverte Nitto Palma – con questo condono si potrebbero recuperare un sacco di soldi per realizzare opere di bonifica ambientale».

«La sinistra – sostiene ancora l’ex Guardasigilli – ha una visione astratta dell’ambiente. A tutti ci piacerebbe avere un ambiente sano e pulito, ma bisogna sempre vedere se ci sono i mezzi per realizzare quello che intendiamo fare». «Non dimentichiamo poi che a volte si predica bene e si razzola male visto che nel provvedimento sull’Emilia Romagna, nel caso di crollo di manufatti abusivi per i quali non c’era stato l’ordine di demolizione, si è proposto di ricostruirli a spese del governo».

Secca la replica di Legambiente. «È il sedicesimo tentativo da gennaio 2010 di riaprire i termini del condono edilizio del 2003. Una vera vergogna che il Parlamento deve impedire». Per il presidente Vittorio Cogliati Dezza sono «più di due anni che alcuni senatori tentano di salvare dalle ruspe le case abusive costruite nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico».

Adesso, prosegue il numero uno di Legambiente, «ci aspettiamo che il governo si assuma la responsabilità di esprimere con forza la sua contrarietà a questo ennesimo tentativo, anche per coerenza con il disegno di legge Catania sul consumo di suolo».

Stando al rapporto Ecomafia 2012, rileva l’associazione ambientalista, sono almeno 258 mila gli immobili abusivi sorti tra il 2003 e il 2011, per un fatturato complessivo stimato in 18,3 miliardi di euro. Lo studio riporta inoltre 6.662 infrazioni nel ciclo del cemento nel 2011, cioè 18 reati accertati al giorno, e 1.964 sequestri effettuati tra immobili e pertinenze. Nelle Regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si registra il 45,7% delle infrazioni complessive.

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