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Con riforme Monti in 5 anni Pil crescerà del 5,75%

Mario Monti

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«Ora che siamo considerati uno dei Paesi più stabili dovremmo continuare a autoflagellarci? Evidentemente no». Mario Monti, ospite del Tg5, conferma l’ipotesi di ridurre le tasse, pur se con prudenza e «gradualità» e che le sue non sono «promesse» elettorali «irresponsabili». Quanto all’ipotesi di manovra bis, che l’altro giorno tanto ha fatto infuriare Cgil e Pd, il professore chiarisce il suo pensiero: «A seconda della stabilità di governo, della credibilità agli occhi dei mercati e internazionali che un governo ha o non ha, alcune cose cambiano come il livello dei tassi di interesse», spiega. «Se i tassi d’interesse, speriamo non avvenga, dovessero ritornare a livelli che denotano una certa sfiducia, allora tutto diverrebbe più complicato e per stare nell’equilibrio di bilancio che si è definito per il 2013 e sul quale ci siamo impegnati con l’Ue, occorrerebbe una manovra in più». «La vera ripresa si costruisce con le riforme», continua Monti, questa volta sulla sua pagina Facebook. «Lo confermano i dati del Fondo Monetario Internazionale. Se proseguiremo lungo il cammino intrapreso dal nostro governo, l’economia italiana crescerà del 5,75% nei prossimi cinque anni e del 10,5% nei prossimi dieci. Il percorso è segnato – sottolinea il presidente del Consiglio – non possiamo deviare». Il premier prova poi a scrollarsi di dosso l’etichetta di «tassatore» che gli avversari vorrebbero tanto attribuirgli. «So che questo irrita alcuni politici, perché io dovrei essere crocefisso per sempre come la persona che ha imposto le tasse agli italiani, peraltro dando puntuale esecuzione a programmi che il mio predecessore aveva già stabilito con l’Unione europea».

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