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Buonfiglio lascia il Fli e passa con la Polverini

Antonio Buonfiglio

Antonio Buonfiglio

«Come fa Berlusconi a pensare di poter comandare su Tremonti quando nel Pdl è messo nel mirino persino dai sindaci e dai governatori che ha fatto eleggere?». Francesco Storace conosce bene le acque, sempre agitate, della politica capitolina che ieri ha offerto un’altra sorpresa con il passaggio dell’onorevole Antonio Buonfiglio dal gruppo finiano a quello, nuovo di zecca, di «Città Nuove». In realtà non si può parlare ancora di gruppo perché alla nuova componente, che fa capo al presidente della regione Lazio Renata Polverini, ne mancano altri diciannove per divenire autonomo. Per ora Buonfiglio, con un passato in An e nel Pdl, finisce parcheggiato nel gruppo Misto, ma non nasconde che questo passaggio, può diventare un polo attrattivo. E non solo per chi viene da Fli, ma anche per chi, come Urso e Ronchi, nel Pdl sono rientrati troppo tardi o, troppo presto. Il passaggio di Buonfiglio nel misto, sotto le insegne della Fondazione «Città nuove», ha spiazzato i big romani del Pdl che si interrogano ora sul destino dei congressi cittadini e regionali.

Il recente incontro conviviale tra la Polverini, il capogruppo Cicchitto e il commissario Ue Tajani, aveva infatti portato a siglare una tregua interna in modo da evitare che l’attivismo degli ex An togliesse altro spazio agli ex forzisti di Sammarco e Giro. La mossa della Polverini, spiazza anche un altro big della politica capitolina come Gianni Alemanno, di cui Buonfiglio ne è stato a lungo il delfino prima di passare nel Fli che ieri ha perso Buonfiglio, ma ha arruolato l’ex Udc Deodato Scanderebech. L’onorevole ex Fli per ora non si sbilancia su un suo rientro a pieno titolo nella maggioranza di centrodestra di cui faceva parte anche in qualità di sottosegretario: «Dire che siamo pronti a votare la fiducia al governo mi sembra prematuro. Continuo con la mia libertà di pensiero». L’invito che Buonfiglio fa ad altri affinché seguano il suo esempio, è stato ripreso ieri sera dalla Polverini che, con questa mossa, sembra riprendere l’iniziativa dopo l’esperienza non brillante della Fondazione «Città Nuove» alle recenti amministrative.

Ora il cantiere sembra essersi riavviato, ma rischia di provocare nuovi scossoni nella giunta regionale guidata proprio dalla Polverini e riaprire una sorta di derby con il gruppo guidato da Alemanno, che ha ormai assunto un profilo decisamente anti-leghista. Se però Alemanno guarda al Nord di Formigoni e Scajola, la Polverini sembrava più in sintonia con i forzisti della prima ora ed è pronta ad appoggiare nei congressi e alle eventuali primarie, la candidatura di Angelino Alfano a candidato del centrodestra nel 2013. Ora che però la legislatura sembra avviata ad una conclusione anticipata e Berlusconi potrebbe essere di nuovo il candidato del centrodestra, le strategie e le alleanze sono saltate. Ognuno cerca di riorganizzarsi in vista di una consultazione che difficilmente si terrà con una nuova legge elettorale. © Ma.Con.

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