Berlusconi prepara la campagna elettorale

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Non è un caso che Silvio Berlusconi sia tornato a sparare sull’euro. I sondaggi danno il Pdl in picchiata, «soffocato» secondo il Cavaliere «dall’abbraccio al governo» europeista di Mario Monti. E ormai terzo, dopo il Pd e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ebbene, in base ad altri sondaggi che ha commissionato e non si stanca di mostrare ai suoi ospiti nelle stanze di palazzo Grazioli, Berlusconi è convinto che stia «crescendo il sentimento anti-euro». Anzi: «Anti-europeo». E che sia il caso, per recuperare consensi, di avviare di fatto la campagna elettorale cavalcando proprio quei sentimenti anti-tedeschi e anti-europei che hanno fatto la fortuna di Grillo e su cui anche la Lega di Bobo Maroni sembra intenzionata a lucrare. Insomma, è scattata la competizione a destra. E Berlusconi non si sottrae, come ha dimostrato ieri durante la presentazione di un libro nella saletta dei gruppi parlamentari. «Ci stiamo dissanguando, meglio mollare e cercare di intercettare il grillismo», dice uno stretto collaboratore dell’ex premier.

La mossa del Cavaliere è dettata anche dal forte malessere che serpeggia nel partito. I pasdaran insistono per sfiduciare Monti e andare a votare per fermare l’emorragia di consensi. E c’è da dire che Berlusconi è tornato a prendere in esame questa possibilità. Tant’è, che l’altra notte ha detto: «Con Monti si va a fondo, dopo il Consiglio europeo svolgeremo una approfondita valutazione su cosa fare». Ma ci sono almeno un paio di controindicazioni. La prima è il rischio della scissione: la parte più moderata del partito, incarnata dagli ex ministri Franco Frattini, Maria Stella Gelmini, Claudio Scajola e dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, potrebbe decidere di non seguire il Cavaliere. E per loro sarebbe già pronta la soluzione della «aggregazione moderata» su cui lavora Pier Ferdinando Casini. L’altra controindicazione è strettamente legata alla prima: difficilmente Giorgio Napolitano aprirebbe la strada alle elezioni anticipate in autunno, senza prima aver espletato il tentativo di un Monti-bis. E in questo caso proprio l’ala moderata del Pdl potrebbe risultare decisiva per la nascita del nuovo governo. Probabilmente non più squisitamente tecnico, ma aperto anche ad alcune «espressioni politiche», in modo da migliorare il tasso di mediazione con i partiti. Le somme, Berlusconi, le tirerà a luglio. E per dimostrare che fa sul serio nel suo inseguimento ai grillini, annuncia per la metà del mese un convegno a Villa Gernetto: «All’Università delle libertà ci saranno tutti i Nobel economici, sotto la regia di Antonio Martino». Per parlare di cosa? «Dell’ipotesi di uscire dall’euro». Naturalmente. © A.Gen.

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