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Berlusconi incontra Jibril sui contratti commerciali

Mahmud Jibril

Mahmud Jibril

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riceverà stamattina in Prefettura a Milano (alle 12.30) il primo ministro del Consiglio nazionale transitorio libico, Mahmud Jibril. Un incontro (al termine del quale è previsto anche un incontro con la stampa) al quale il premier italiano si presenta forte di due importanti rassicurazioni. La prima: la garanzia che il Cnt avrà «relazioni speciali» con i paesi che per primi ne hanno sostenuto la lotta , e l’Italia è stata la terza in ordine di tempo (dopo Francia e Quatar), nel corso di un incontro, avvenuto lo scorso 4 aprile, tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il rappresentante per la politica estera degli insorti Ali Isawi. La seconda: l’assicurazione che tutti i contratti con le imprese nostrane verranno rispettati. Ma anche con la forte preoccupazione per la sorte dei quattro giornalisti italiani sequestrati ieri in Libia. E saranno certamente questi i temi al centro dell’incontro con il premier del Consiglio nazionale transitorio libico, Jibril, uno degli uomini più accreditati a guidare la nuova Libia.

Le rassicurazioni sul piano economico hanno un’importanza notevole, visti i fortissimi interessi che l’Italia ha nel paese nordafricano, come primo partner commerciale: basti pensare che, prima dell’inizio del conflitto le sole piccole e medie aziende tricolori, stavano investendo per un totale di 60 milioni di dollari. Roma ora deve consolidare la sua leadership nei rapporti economici, fortemente contesa da Parigi, il cui comportamento nella vicenda libica è stato sempre caratterizzato da fughe in avanti, che talvolta hanno anche provocato anche frizioni con Roma. Primo paese a riconoscere il Cnt, prima ancora dell’avvio della missione Nato, la Francia è stata anche la prima tappa del tour diplomatico intrapreso da Jibril dopo la conquista di Tripoli, che proseguirà oggi con l’incontro a Milano con Berlusconi e si concluderà ad Istanbul dove il primo ministro del Cnt parteciperà alla riunione del gruppo di contatto con la Libia.

Rimane però il primato commerciale dell’Italia, sancito anche con il trattato di amicizia da 5 miliardi di dollari, ”congelato” dopo lo scoppio della guerra e che ora l’Italia punta a far ripartire, forte anche delle rassicurazioni del Consiglio nazionale transitorio. E anche dell’ex ambasciatore libico a Roma, Hafed Gaddur, passato ora con gli insorti, secondo il quale «il rapporto di Tripoli con l’Italia è naturale, mentre con gli altri paesi va costruito». Con Jibril il premier italiano affronterà certamente anche il tema del rapimento dei quattro giornalisti italiani sequestrati ieri forse da civili e poi consegnati a militari, presumibilmente lealisti. Palazzo Chigi ha fatto sapere che segue «di minuto in minuto» la vicenda dei reporter italiani che, secondo quanto si è appreso, sarebbero in un appartamento a Tripoli, città ormai in mano ai ribelli.

Neanche il tempo di vedere il crollo definitivo del regime di Muammar Gheddafi, quindi, ed è subito scattata, già da domenica scorsa, la corsa a riconoscere il Cnt degli insorti come rappresentante legittimo del popolo libico, da parte di quei Paesi che ancora non lo avevano fatto, nella speranza di aggiudicarsi un posto in prima fila nella ricostruzione della Libia e nella ripartizione delle sue risorse. Sono almeno dieci i Paesi, a partire dai vicini di casa, Tunisia ed Egitto, che hanno ufficializzato le relazioni con l’organo politico dei ribelli negli ultimi quattro giorni, da quando cioè è cominciato l’assalto finale degli insorti a Tripoli. Mentre anche i due giganti, Russia e Cina, che finora avevano mantenuto una posizione più ”distante”, cominciano a concedere aperture più significative ai rivoltosi di Bengasi

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