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Antonione non voterà più la fiducia a Berlusconi

Roberto Antonione

Roberto Antonione

Roberto Antonione, ex coordinatore di Forza Italia, non voterà più la fiducia al governo e chiede a Silvio Berlusconi di «non chiudersi dentro il bunker» e fare un passo indietro. Senza il voto di Antonione, la maggioranza scende a 315 voti. Anzi, dovrebbe toccare quota 314 se anche Francesco Nucara, segretario dei Repubblicani, non darà più il proprio voto al Cavaliere – come sostiene qualcuno – nel caso in cui venisse posta la fiducia alle Camere anche sulle misure dell’Unione europea. Ed oggi mentre a Palazzo Grazioli è convocato l’ufficio di presidenza Pdl, un gruppo di una decina di dissidenti si riunirà a sua volta (ma il luogo è top secret) per decidere se uscire da subito e non votare i provvedimenti in aula, che saranno cruciali per le sorti dell’esecutivo. Del gruppo, che qualcuno ha già ribattezzato gli «Indisponibili», dovrebbero far parte Sardelli, Milo e D’Ippolito. Fabio Gava, altro dissidente che con Giustina Destro non ha votato l’ultima fiducia, dovrebbe incontrare i vertici Pdl. Anche al Senato la situazione è in ebollizione con il finiano Nino Strano che subentrerà al Pdl Stancanelli, il quale ha optato per la carica di sindaco di Catania. «Non si può prendere in giro il Paese e governare solo con due o tre voti in più», ha spiegato Antonione intervenendo ieri sera a Radio 24.

«Purtroppo le persone più vicine a Berlusconi lo spingono a chiudersi dentro un bunker. In Parlamento tutti la pensano come me, anche alcuni ministri, ma lo dicono a microfoni spenti. Si comportò meglio D’Alema che si dimise quando perse le elezioni regionali e si rese conto di non avere più la maggioranza». «Solo un cieco può dire, ancora oggi, che tutti stanno male e solo in Italia la situazione è positiva», incalza l’ex sottosegretario. «Può dispiacere, possiamo anche incolpare la sfortuna, ma siamo responsabili di fronte al Paese e se dobbiamo fare un sacrificio, lo dovremmo saper fare. Se per ottenere il risultato di ampliare la maggioranza allo scopo di fronteggiare l’emergenza economico-finanziaria, si rivelasse necessario un sacrifico anche personale, dico che in politica si deve prendere atto che l’interesse generale prevale. D’altronde, la realtà è sotto gli occhi di tutti: alla Camera i numeri non sono tali da garantirci una maggioranza sufficiente per realizzare le misure necessarie. Lo si vede in aula, con i ministri e i sottosegretario che accorrono per votare, e lo si vede in commissione».

E dunque, con questa strategia non solo non si riesce a governare, prosegue il ragionamento-appello di Antonione certo che altri pdl presto lo seguiranno, ma alle prossime elezioni sarà un suicidio. «Al contrario», avverte, «ci vuole una forte iniziativa politica che allarghi la maggioranza e consenta di governare in questo momento difficile». Quanto agli incontri tra malpancisti Pdl e i fuoriusciti della maggioraza, Antonione si limita a dire: «Ce ne sono tanti di incontri in calendario, è normale, visto che la situazione è particolarmente grave. Penso che spetti ai più responsabili farsi carico di avviare un’iniziativa in grado di essere all’altezza delle difficoltà che abbiamo di fronte». Mentre la maggioranza perde i pezzi, il Pdl festeggia un milione di tessere acquistate dalla Lombardia alla Sicilia. Roberto Formigoni commenta così: «Un partito in carne e ossa. Il radicamento del nostro partito tra la gente è un ulteriore e fortissimo stimolo a dare vita alla stagione dei congressi e delle primarie, affinchè tutti i nostri candidati siano scelti dal nostro popolo». Lo stato maggiore pdl esulta, parla di risultato straordinario, di cassandre smentite dai fatti. © F.Riz.

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