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Peta si appella XIII emendamento per orche libere

Orcinus orca

Orcinus orca

Dopo gli schiavi, gli americani vogliono liberare le orche. Tilikum, Katina, Kasatka, Ulises e Corky: sono cinque giganti del mare catturati negli oceani e diventati l’attrazione dei parchi di Seaworld, negli Usa. Tutti dentro vasche di cemento strette come la cella di una prigione. Un ergastolo, secondo gli animalisti americani, che hanno ingaggiato una battaglia legale per liberare i mammiferi in un parco marino. L’associazione animalista Peta si appella addirittura al XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, quello che dal 1865 mette al bando la schiavitù. Una richiesta che ha sollevato l’ironia dell’avvocato della controparte, dubbioso che l’emendamento possa comprendere anche i pesci. Ma le orche in gabbia rischiano di diventare un rischio mortale. Ne sanno qualcosa nel parco di Shamo, dove l’orca Tilikum, detta Tilly, nel 1991 uccise un addestratore e due anni fa confermò di essere ancora parecchio arrabbiata facendo fare la stessa fine a un altro. Non sarà il caso di ricorrere alla costituzione ma forse semplicemente al buon senso per capire che le orche sono meglio libere che assassine.



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