Marò in India, regolamento di conti fra pescatori

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Mettendo tassello a fianco a tassello emerge che con ogni probabilità l’imbarcazione avvistata dai fucilieri (Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) non era il St. Antony e che i due pescatori sarebbero morti altrove e per mano di altri. I militari italiani hanno riferito di aver notato un’imbarcazione da pesca con 5 o 6 persone a bordo che, a una distanza di alcune centinaia di metri, sembravano armate. E proprio lo scorso 23 febbraio la Guardia Costiera indiana ha diramato un avviso ai naviganti per mettere in guardia i mercantili in transito al largo del Kerala per la presenza di imbarcazioni da pesca simili a quelle abitualmente impiegate dai pirati. Avviso che è stato ricevuto anche dal mercantile italiano Motonave Scorpius. L’Enrica Lexie avrebbe quindi incrociato una di queste imbarcazioni che si è poi allontanata dopo i warning shots sparati dai marinai italiani. I due pescatori invece potrebbero essere stati uccisi, in prossimità dello Sri Lanka, da pescatori o forze cingalesi, per aver sconfinato in acque proibite. Numerosi infatti sono gli scontri tra pescatori dei due Paesi registrati nel tempo. I due indiani pescatori sarebbero stati uccisi da colpi sparati da un’altra imbarcazione simile che poi si è allontanata velocemente senza che chi si trovava sottocoperta potesse rendersi conto di quanto successo. Gli aggressori avrebbero anche sottratto il pescato, che non è stato notato al rientro in porto della St.Antony e rubato le apparecchiature gps e radio tanto che l’allarme non è stato lanciato con questi mezzi da ma cellulare e da un’altra imbarcazione. Gli indiani quindi non potrebbero ammettere l’aggressione in acque proibite. Molti sono ancora i punti oscuri. Gli indiani prima sostenevano che fosse accaduto tra le 16.30 e le 17, poi l’orario è stato fatto retrocedere alle 16 per assonanza con quello segnalato dagli italiani. E poi perché i cadaveri sono sempre stati mostrati coperti da un telo? Perché sono stati frettolosamente sepolti senza che venisse effettuata l’autopsia alla presenza degli italiani? Se, come risulta dalle testimonianze, 9 degli 11 pescatori del St. Antony dormivano perchè avevano fatto il turno di notte, l’incidente e l’ora dei decessi potrebbe essere collocabile nella mattinata del 15 febbraio se non 24-36 ore prima del rientro in porto, avvenuto alle 22.45 del 15, e non alle 16 come affermato dagli indiani. © Ebe Pierini

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