ultime notizie:

Gheddafi non è ancora finito può ancora colpire

L'identikit di Muammar Gheddafi

L'identikit di Muammar Gheddafi

Muammar Gheddafi è ancora in Libia mentre la moglie, la figlia Aisha e i figli Hannibal e Muhammed (entrambi con le famiglie) si sono rifugiati in Algeria. E il «macellaio» Khamis? Morto durante l’ultima fuga con il padre e i fratelli Saif e Saadi verso Bani Walid. Secondo Sky, il 28enne, sanguinario comandante della 32esima brigata, è stato ucciso dalla Nato. E un portavoce del Consiglio nazionale di transizione libico ha riferito che è morto anche Abdullah al-Senussi, capo dei servizi segreti. Questa, l’ultima «verità» sulla sorte del clan Gheddafi. Verità confermata dal ministero degli Esteri algerino per quanto riguarda la fuga dei familiari. Da confermare, invece, per quanto riguarda il Raìs, Saif e Saadi, quello che nella stagione 2003-2004 disputò una partita di serie A con la maglia del Perugia di Luciano Gaucci.

«La consorte di Muammar Gheddafi, Safia, la figlia Aisha, i figli Hannibal e Mohammad, accompagnati dai loro figli, sono entrati in Algeria alle 8,45 (le 9,45 italiane, ndr.) attraverso la frontiera algerino-libica», ha dichiarato ieri pomeriggio il ministero di Algeri in un comunicato riportato dall’agenzia Aps. Ma la notizia dell’arrivo di parte della famiglia Gheddafi in Algeria era sovrastata da quella che il Raìs si sarebbe rifugiato a Bani Walid, circa 120 chilometri a sud-est di Tripoli. A proteggerlo quindi sarebbe la potente tribù dei Warfalla da dove il Raìs, durante il suo regno, avrebbe attinto a piene mani per rimpolpare il suo impianto di sicurezza personale. Ma la storia libica dice anche che furono membri dei Warfalla, nel 1993, a tentare un colpo di stato, fallito, contro Gheddafi. Quindi a Bani Walid potrebbe essere non così granitico il muro protettivo intorno al Colonnello considerando che anche il capo del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) Mahmoud Jibril appartiene ai Warfalla. Comunque dal frullatore informativo della guerra libica, Bani Walid è quasi sempre emersa come una località rimasta fedele al Raìs. Sabato scorso una colonna di 60-80 veicoli delle forze pro-Gheddafi è stata segnalata in direzione di Bani Walid, forse in fuga da Sirte.

Ora, quindi, come accaduto a Sirte, Nato e ribelli si concentreranno su Bani Walid con la speranza di mettere le mani sul colonnello. Su quanti uomini può ancora contare il Raìs? E quali armi hanno a disposizione? Il pericolo più grande a questo punto è che il regime, se in possesso, possa tentare la zampata delle armi chimiche. L’ultima punizione prima della resa o della caduta finale. Anche per questo ieri il presidente del Cnt Mustafa Abdel Jalil ha tenuto a ribadire che «Muammar Gheddafi è ancora una minaccia per la Libia e per il mondo». Lo ha fatto durante una riunione a Doha, in Qatar, dei capi di Stato Maggiore degli Esercito dei Paesi coinvolti nella campagna militare in Libia. «Chiedo – ha detto il leader del Cnt – che prosegua l’azione della Nato e dei suoi alleati contro questo tiranno».

Intanto i tre contractors italiani rilasciati dopo un mese di prigione a Tripoli, sono rientrati ieri a Roma. Il rimpatrio è avvenuto dalla Libia, via Malta dove i tre – Luca Boero, 42 anni, genovese; Antonio Cataldo, 27 anni, di Chiusano di San Domenico in provincia di Avellino e Vittorio Carella, 42 anni, di Peschiera Borromeo in provincia di Milano – sono giunti via mare. Poco dopo le 14, la partenza da La Valletta con un volo di linea dell’Alitalia arrivato alle 15.45 al Leonardo da Vinci. In t-shirt e canottiera, tutti e tre con la barba lunga, Cataldo, Boero e Carella al loro arrivo hanno trovato ad attenderli poliziotti e carabinieri.

Le loro condizioni di salute sono apparse soddisfacenti. I tre sono stati subito ascoltati in una caserma: sarebbero stati sentiti separatamente. I contractors devono chiarire le circostanze del loro arrivo in Libia, se effettivamente lavoravano come addetti privati alla sicurezza e come sono stati catturati dagli uomini di Muammar Gheddafi e poi liberati dai ribelli. Ascoltati dai Ros, dunque, su delega della procura di Roma che sulla vicenda dei tre italiani ha aperto un’inchiesta, al momento senza ipotesi di reato.

Lascia un commento alla notizia


the fappening is a new blog-style release of the latest Fappening content. LEaked Celebrity photos kate upton nude kate upton nudeviagra vs cialis