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Frattini in Libia, riprendono i voli Alitalia

Franco Frattini

Franco Frattini

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incontrato all’aeroporto di Maitiga, a Tripoli, un gruppo di feriti del fronte di Bani Walid, che saranno trasferiti oggi in Italia per le cure necessarie. “L’Italia vi accoglie in amicizia, avrete le cure necessarie. Buona salute e buona fortuna”, ha detto loro il capo della diplomazia italiana. Un C130 dell’aeronautica militare, organizzato dalla cooperazione italiana, prenderà a Tripoli 11 feriti, per poi fare scalo a Misurata e caricarne a bordo altri 14. I feriti saranno trasferiti in ospedali romani. Si tratta della seconda tranche di 25 persone, su un totale di 100, che saranno curati in Italia su richiesta del primo ministro del Cnt, Mahmud Jibril Alitalia riaprirà i collegamenti aerei tra Roma e Tripoli a partire dal 2 novembre prossimo, data entro la quale le autorità ritengono che le condizioni di operatività e di sicurezza dell’aeroporto saranno pienamente ripristinate. Da domani, invece, riapriranno gli uffici commerciali della compagnia a Tripoli e sarà nuovamente operativo il customer center Alitalia in Libia al numero 021 335 02 99. Il programma operativo dei voli prevede 5 frequenze settimanali con orari a centro giornata fino alla fine dell’anno.

Nei prossimi mesi Alitalia valuterà sia il ripristino di un secondo volo giornaliero che l’apertura di un nuovo collegamento diretto con Bengasi. Trattative segrete sarebbero in corso tra il Qatar e il governo algerino per la consegna di Muammar Gheddafi, l’ex rais libico che sarebbe nascosto nella zona di Gadames, al confine con l’Algeria, o avrebbe addirittura sconfinato in territorio algerino. Lo si apprende da autorevoli fonti diplomatiche. Le stesse fonti riferiscono che il Qatar vorrebbe poi consegnare il rais nelle mani di Abdel Hakim Belhaj, sospettato di legami con Al Qaida, da lui smentiti, che ricopre ora la carica di capo del Consiglio militare di Tripoli. Continua intanto la battaglia as Sirte, dove l’aeroporto finito in mano ai ribelli è stato bombardato dalle truppe fedeli al Colonnello. Cresce la tensione in Siria, undici persone sono state uccise nella provincia di Hama, nel nord della Siria, in scontri tra militari e disertori. Lo afferma l’Osservatorio siriano dei diritti umani precisando che tra i morti vi sono «cinque civili e sei militari, uccisi nel villaggio di Kafar Zita».

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