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Elezioni in Russia, crolla il partito di Putin

Vladimir Putin

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Dopo gli exit poll anche la Commissione elettorale conferma ufficialmente il crollo del partito del Cremlino. «Russia Unita» ha perso nel Paese quasi il 15% delle preferenze e a San Pietroburgo, culla del gruppo dirigente, è a stento riuscita ad ottenere il 32% dei voti. Ben poca cosa rispetto al plebiscito di quattro anni fa con il 64,3% a livello nazionale. La formazione del potere conserva, comunque, la maggioranza alla Duma, la Camera bassa del Parlamento, con 238 mandati su 450. I comunisti, che sono riusciti ad intercettare parte del voto di protesta, avanzano al 19% ottenendo ben 92 seggi, «Russia giusta» con il 13,2% ha 64 deputati, mentre gli ultranazionalisti di Zhirinovskij con l’11,6% 56 mandati. La speranza degli analisti parlamentari è che finalmente alla Duma si tornerà a discutere e non semplicemente ridursi ad approvare le leggi, decise da altri. Le polemiche sulle violazioni e sui brogli continuano, intanto, senza sosta.

Il segretario del Pc Zjuganov ha invitato i suoi sostenitori a manifestare ed ha annunciato un ricorso alla Corte suprema contro queste «elezioni illegittime». Nei social forum sono già stati postati video compromettenti e sui blog non si parla d’altro. Varie associazioni e partiti hanno organizzato a Mosca (7mila persone) e a San Pietroburgo cortei di protesta che si sono conclusi con scontri con la polizia e decine di fermi. I maggiori leader dell’opposizione riformista e liberale, che non sono stati nemmeno ammessi alle legislative, si sono uniti alla protesta. Il voto, viene denunciato, è stato condizionato da pressioni e violazioni di ogni tipo. Di tutt’altro avviso il presidente Medvedev, che considera le elezioni di domenica «giuste, oneste e democratiche». Il capo del Cremlino ha affermato che «le irregolarità dovranno essere provate». Gli osservatori dell’Osce sono arrivati a definire come brogli alcuni strani episodi agli scrutini. «Il voto è stato ben organizzato – si legge in un comunicato – ma la qualità del processo si è completamente deteriorata durante il conto delle schede, operazione che è stata caratterizzata da frequenti violazioni nelle procedure ed anche gravi indizi». In alcuni casi gli scrutatori si sarebbero trovati a conteggiare urne riempite in precedenza non dagli elettori. Come al solito nelle regioni meridionali del gigante slavo è stato confermato il plebiscito per il potere (in Cecenia il 99,4%). Ma in altre le cose non sono andate affatto bene per il Cremlino. Circola voce che Medvedev prenderà presto decisioni contro quei governatori che non hanno saputo far votare la gente per Russia Unita. A livello internazionale il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha espresso preoccupazione per le notizie sui brogli. La Francia invita Mosca a «far luce» sulle violazioni, perché il voto «è un evento importante per la democrazia in Russia». I siti Internet, critici col Cremlino attaccati dagli hacker domenica, sono ormai quasi tutti in linea. Enormi difficoltà per tornare alla sua normale attività incontra ancora solo l’associazione anti-brogli «Golos». Azioni legali contro i terroristi virtuali sono state annunciate dai proprietari dei siti colpiti. © Giuseppe D’Amato

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