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Elezioni Francia 2012, alto rischio astensionismo

Nicolas Sarkozy

Nicolas Sarkozy

La politica italiana guarda con attenzione alle elezioni presidenziali francesi. E se Bersani, che con il socialista Hollande ha stretto un nuovo patto dei progressisti europei, tifa senza remore per il rivale di Sarkozy, il Terzo Polo e il Pdl, pur non schierandosi con nessuno, auspicano una nuova politica europea, non più subalterna alla linea tedesca ma più attenta alla crescita. Il Pd guarda alla sfida dei cugini d’Oltralpe tanto in chiave europea quanto come auspicio di «un vento nuovo» che acceleri, in vista delle elezioni politiche del 2013, il cambiamento in Italia dopo gli anni di Berlusconi. Nella chiave di una nuova Europa più attenta alla crescita e meno schiacciata sulla Germania, anche Casini e il Pdl guardano all’esito delle elezioni francesi. Nel Pdl, se il leader Alfano evita previsioni, il capogruppo Cicchitto ammette che «in Francia c’è una reazione di rigetto rispetto alla subalternità alla linea tedesca» e che il problema in Europa è «non essere totalmente schiacciati sulla Merkel» e su politiche recessive. Oggi sono chiamati a votare 1 milione e 293 mila elettori, si stenta a percepire l’eccitazione e il coinvolgimento che dovrebbe provocare una elezione presidenziale. Il risultato finale si conoscerà solo dopo il secondo turno, tra due settimane, ma è alta l’attesa per conoscere il quadro che uscirà già oggi dalle urne.

In base agli ultimi sondaggi, un quarto degli elettori resta indeciso e il 37 per cento dei francesi non si è interessato alla campagna elettorale. Chi ha vissuto la campagna elettorale del 2007, con la sfida fra Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, ricorda un clima molto più acceso: discussioni, volantinaggi, manifesti. Ora i manifesti sono rari e nella maggior parte dei casi i volti dei candidati sono sfregiati. È quasi impossibile trovare una immagine di Sarkozy, Hollande o Marine Le Pen che non sia stata imbrattata o strappata. Va un po’ meglio a Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra radicale, anche se in alcuni manifesti gli hanno disegnato, massimo sfregio, i baffetti alla Hitler. A quattro ore dall’apertura dei seggi, alle 12, l’affluenza è stata del 28,29%, in calo rispetto al 2007 quando, alla stessa ora, il dato registrato era stato del 31,21%. Lo riferiscono i media francesi.

I risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali francesi 2012, forniti dal ministero dell’Interno di Parigi, il candidato socialista ha il 28,63 % delle preferenze, il presidente uscente il 27,18 %. La candidata dell’estrema destra (Fronte Nazionale), Marine Le Pen, si piazza terza con il 17,9 % – i suoi voti potrebbero permettere a Sarkozy di recuperare buona parte dello svantaggio sul socialista, al secondo turno elettorale, tra due settimane. In quarta posizione c’è il candidato dell’estrema sinistra, Jean Luc Melenchon che porta a casa 11,11% e ha promesso di dare il proprio sostegno a Hollande. In quinta posizione c’è il centrista Francois Bayrou che totalizza il 9,13% e rappresenta il vero ago della bilancia: i suoi voti sarebbero determinanti per entrambi i candidati, visto che l’estrema sinistra è con il candidato socialista ed è probabile che la candidata dei Verdi, Eva Joly, con il 2,31%, seguirà anche lei questa scelta.

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