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Attentato a Oslo, almeno 87 morti, è una catastrofe

Attentato a Oslo

Attentato a Oslo

«Il giorno piú drammatico per la Norvegia dopo la seconda guerra mondiale». Così viene già definito, sui giornali e nei commenti degli osservatori norvegesi, l’attacco terroristico senza precedenti contro il cuore della politica e della democrazia del Paese scandinavo. Un’autobomba e un altro ordigno esplosi vicino all’ufficio del primo ministro, un altro attacco contro il campo giovanile dei laburisti, da parte di un uomo travestito da poliziotto e «dall’aspetto scandinavo», subito arrestato. Si tratta di un trentenne, Anders Behring Breivik, che sarebbe stato visto anche sul luogo del primo attentato. Almeno diciassette morti e decine di feriti. A Oslo nessuno ne dubita: si tratta di un duplice attentato coordinato e ben pianificato. Anche se riesce difficilissimo, nel caos dopo le esplosioni, indicare con sicurezza i responsabili dell’attentato che ha messo a ferro e fuoco il centro politico della capitale e della successiva carneficina su un isolotto alle porte della capitale. Gli esperti di terrorismo, dopo aver sollevato sospetti sulla Libia, la Norvegia prende parte al conflitto libico, e dopo aver riflettuto sulle possibili conseguenze tardive di una reazione contro le ben note vignette antislamiche di cinque anni fa in Scandinavia, hanno preso atto della rivendicazione dell’attentato, giunta nel tardo pomeriggio, da parte di un’organizzazione jihadista finora sconosciuta, i Sostenitori della Jihad Globale. Ma in serata ha preso consistenza anche la pista interna, che porterebbe all’estremismo di destra.

L’unica certezza, secondo la polizia, è il drammatico collegamento fra le esplosioni del centro di Oslo e la sparatoria avvenuta nelle stesse ore del pomeriggio (che ha visto in azione un terrorista travestito da poliziotto) contro un gruppo di appartenenti alla federazione giovanile dei socialdemocratici norvegesi. Riunitisi per i loro lavori sull’isolotto di Utoja. Al raduno avrebbe dovuto esser presente oggi anche il primo ministro norvegese. A Utoja i morti sarebbero almeno una decina ma altri partecipanti al raduno sarebbero affogati nel tentativo di sfuggire alla follia omicida del terrorista travestito da poliziotto. Nel corso dei rilievi la polizia avrebbe anche trovato altro materiale esplosivo sia nel campus che in centro vicino alla sede della Nrk, la Tv pubblica norvegese, non lontano dalla zona delle due esplosioni. Il governo norvegese ha deliberato di sospendere gli accordi di Shengen, e quindi di sigillare le frontiere.

La prima violentissima esplosione si è verificata intorno alle 15.20 davanti al palazzo sede del governo, dove ha il suo ufficio il primo ministro Jens Stoltenberg (assente e quindi illeso), e che sarebbe stata provocata da un’autobomba piazzata nel cuore del Regjeringskvartalet, a poche centinaia di metri dal Parlamento. Gli effetti sono stati devastanti anche a causa dell pioggia di schegge di vetro che hanno colpito i passanti in una zona centralissima della città, a poca distanza dalla stazione centrale delle ferrovie. Una seconda esplosione, sempre in centro, si è verificata mezz’ora dopo la prima, con effetti ancora più violenti, causando la morte di almeno sette persone e il ferimento di un numero assai maggiore di passanti. La forza della deflagrazione ha scagliato a metri di distanza i malcapitati che erano vicini al luogo dello scoppio.

Spaventose le prime immagini che hanno mostrato i feriti nelle strade, coperti di sangue, in attesa dei soccorsi. La polizia è intervenuta con grande rapidità, attenta prima di tutto a intimare agli abitanti di Oslo di non uscire dalle loro abitazioni, dal momento che si ritiene che possano esservi altri ordigni pronti ad esplodere. Si è dimostrato difficile anche circoscrivere gli obiettivi dei terroristi che, oltre agli edifici governativi e alle sedi dei ministeri (fra cui segnatamente quello dell’Energia colpito e avvolto dalle fiamme), potrebbero comprendere altri luoghi chiave della vita politica ed economica della capitale. Nel raggio di un chilometro intorno al luogo delle esplosioni il centro di Oslo è stato evacuato e blindato. Chiusa per precauzione anche la stazione centrale. E per tutta la notte la polizia ha setacciato la città per il timore di nuove trappole mortali.

“Almeno 80 – fa sapere la polizia – ma il bilancio potrebbe crescere. E’ una strage di dimensioni catastrofiche”. Il bilancio della sparatoria è “catastrofico”, come ha detto la polizia in nottata. I morti sarebbero almeno 80: “Ma il numero potrebbe crescere”. In un primo momento le autorità avevano confermato solo dieci vittime, ma un testimone aveva raccontato di aver visto almeno “venti-venticinque morti” sulla spiaggia dell’isola. Una stima che si è purtroppo rivelata troppo bassa.

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