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Voglio incontrare Marchionne al più presto

Elsa Fornero

Elsa Fornero

Non solo la riforma del mercato del lavoro, sulla scrivania del ministro Elsa Fornero sta per atterrare un altro dossier pesante. Quello Fiat. E’ lo stesso ministro ad annunciarlo, all’indomani delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del colosso automobilistico che non escludono un prossimo trasloco del quartier generale del gruppo da Torino a Detroit, dove ha sede la Chrysler. «Ho intenzione di incontrare Marchionne al più presto. Voglio che mi spieghi di persona quali sono le sue intenzioni. Come ministro del Lavoro sono interessata ai piani di investimento della Fiat, in particolare per quanto riguarda l’occupazione» dice la Fornero, raccogliendo in questo modo le preoccupazioni di chi teme un ridimensionamento del progetto Fabbrica Italia a favore di una maggiore concentrazione degli investimenti del gruppo negli stabilimenti Usa. Immediata, proprio da Detroit dove si trova per il salone dell’auto, la risposta di Sergio Marchionne: «Sono più che disposto a vederla quando vuole. L’ho già fatto per Pomigliano». A questo punto, quindi, è solo una questione di incrocio di agende. Entrambe abbastanza affollate. Il ministro Fornero in questi giorni è infatti impegnata nei faccia a faccia con le parti sociali per tentare di tratteggiare una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Un compito che ci ha assegnato la Ue già con il governo precedente, e che ieri è stato nuovamente sollecitato dal commissario all’Economia, Olli Rhen: «E’ una priorità per molti stati membri, soprattutto per Italia e Spagna».

Ieri la Fornero, vedendo l’Ugl, ha completo il primo giro esplorativo con i sindacati (l’altro ieri ha incontrato Cisl e Uil e la settimana scorsa la Cgil). Oggi pomeriggio varcherà il portone di via Veneto sede del Ministero del Lavoro, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Più che proposte di interventi, la leader dell’associazione di Viale dell’Astronomia, esprimerà le preoccupazioni delle aziende italiane. La Marcegaglia – che in mattinata riunirà comitato di presidenza e direttivo – consegnerà al ministro uno studio che confronta le regole sul mercato del lavoro dei principali partner europei. E porrà il problema della produttività e della perdita di competitività delle aziende italiane in questi anni. Venerdì il ministro incontrerà Rete Imprese, poi la settimana prossima ci dovrebbe essere una riunione collegiale con tutte le parti sociali per capire come, e se, le varie idee possono raccordarsi e diventare un quadro organico.

Insomma, di tempo libero ce n’è poco, ma la frase della Fornero sulla Fiat è inequivocabile: «al più presto» troverà il momento anche per un faccia a faccia con il manager italo canadese. D’altronde, nel momento in cui il governo sta per varare una riforma con lo scopo dichiarato di aumentare l’occupazione, sarebbe paradossale non interessarsi del destino della più grande impresa privata italiana e, quindi, del futuro dei suoi lavoratori. Un destino ancora in piena evoluzione: c’è la fusione con Chrysler in programma «entro il 2014» e non si escludono altre alleanze. «Non ci sono discussioni in corso con Peugeot» ha detto ieri Marchionne, smentendo alcune indiscrezioni. Ma poi ha anche rivelato di aver incontrato l’altra sera a cena l’amministratore delegato di Peugeot, e ha confermato che per la Fiat «un consolidamento a livello globale, soprattutto in Europa, è essenziale». «Non chiudiamo la porta a nessuno» ha tagliato corto riferendosi anche a Opel. Ma una Fiat sempre più multinazionale, cosa significherà per i lavoratori italiani? E’ questo quello che interessa ai nostri sindacati e anche al governo.

Con Marchionne – come lui stesso ricorda – la Fornero si è già incontrata: il 14 dicembre scorso in occasione del taglio della presentazione della nuova Panda nello stabilimento di Pomigliano. C’era anche il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e non è pensabile che, oltre alle foto di rito, non ci sia stato un momento per scambiare qualche concetto sul futuro del gruppo in Italia. Soprattutto a ridosso dell’addio definitivo della Fiat a Termini Imerese. In ogni caso, con il solo annuncio del prossimo incontro con Marchionne, la Fornero si è guadagnata una serie di apprezzamenti, a partire dalla Fiom di Maurizio Landini, che proprio ieri ha deciso quattro ore di sciopero territoriale, nel mese di gennaio, e una manifestazione l’11 febbraio a Roma, per protestare contro la decisione della Fiat di uscire dal contratto nazionale.

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