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Unicredit e Intesa Sanpaolo escono da Lse

Intesa Sanpaolo

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UniCredit e Intesa Sanpaolo avviano il collocamento della quota posseduta alla Borsa di Londra, London Stock Exchange (Lse), che nel 2007 si unì con Borsa Italiana attraverso un’offerta di scambio che equivalse a un’acquisizione. I due colossi bancari italiani hanno comunicato l’intenzione di vendere un pacchetto complessivo dell’11,5% di cui il 6,1% posseduto da UniCredit e il 5,4% da Intesa. Soci forti del London Stock Exchange restano quindi la Borsa di Dubai (al 21%) e Qatar investment Authority (al 15%). Gli azionisti italiani, che in seguito alla fusione possedevano circa il 15%, scendono intorno al 3,5%. Il prezzo dovrebbe aggirarsi attorno a 960 pence, circa 1,1 euro. Nel capitale della Superborsa europea rimangono Banca Sella, Banca Intermobiliare, Banca Finnat, Emittente titoli. Sia UniCredit (16,6 milioni di azioni) che Intesa Sanpaolo (14,5 milioni) si avvalgono nell’operazione di collocamento delle rispettive partecipazioni presso investitori istituzionali di Morgan Stanley (bookrunner), che sarà affiancata da Banca Imi e da UniCredit bank London branch.

L’accelerazione alla dismissione sembra sia stata promossa da piazza Cordusio: il top management avrebbe contattato nei giorni scorsi i colleghi della Superbanca raccogliendo l’adesione a un piano unitario. Scompare quasi del tutto la presenza degli istituti italiani nel capitale della società-mercato dove si erano affacciati nel 1998 a sweguito della privatizzazione di piazza Affari varata dall’allora direttore generale del tesoro Mario Draghi. Le banche acquisirono per 40 miliardi di vecchie lire il 100% di Borsa spa che a fine 2005 sembrava potesse sbarcare sul mercato per un’ipo da realizzarwe l’estate dopo.

Ma il piano venne interrotto a seguito delle trattative con Euronext e poi con Deutsche Boerse. Ma a febbraio 2007 iniziarono le trattative con Lse che andarono a buon fine con l’accordo del giugno dello stesso anno: la borsa di Londra valutò piazza Affari 1,6 miliardi. L’integrazione si consumò a ottobre attraverso vari progetti di integrazione. Attualmente nel board siedono Paolo Scaroni come indipendente, i rappresentanti dei vertici di Borsa Italiana, ovvero Raffaele Jerusalmi (ceo) e Massimo Tononi (presidente) oltre ad Andrea Munari di Intesa Sanpaolo. C’è anche Sergio Ermotti (ex UniCredit, oggi Ubs), componente del consiglio dal 2007, oggi come indipendente.

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