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Testo del ddl sulla delega fiscale con le novità

Governo Monti

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Fumata nera per il taglio delle tasse. Il Consiglio dei ministri, ieri sera, ha approvato il testo della delega per la riforma fiscale ma salta il riferimento a un fondo per il calo delle imposte. Il ddl sulla delega ridisegna, però, il sistema fiscale. Cambia il catasto: i metri quadrati sostituiranno i vani e si prospetta una revisione periodica delle rendite. Dopo anni di «precarietà» viene stabilizzato il 5 per mille. Per le imprese arriva l’Iri, l’imposta sul reddito d’impresa, e resta confermata l’Irap. Niente modifiche sulle aliquote Irpef: resteranno, al momento, le attuali cinque. Prevista la «carbon tax» per sostenere le rinnovabili. La riforma dovrà ora essere attuata nel giro di «nove mesi». Niente aggravi per lo Stato: eventuali alleggerimenti della pressione fiscale dovranno autofinanziarsi. Stop alle furbizie e alle architetture legali per non pagare le tasse. Nel ddl delega fiscale è prevista l’introduzione nell’ordinamento giuridico della definizione di «abuso del diritto». La norma, unificata a quella dell’elusione e applicabile a tutti i tributi, ha «la finalità di contrastare operazioni di pianificazione fiscale prive di adeguate autonome finalità economiche, diverse dall’ottenimento di risparmi di imposta, basate sulla costruzione di schemi articolati, anche se legittimi nelle singole componenti». Il testo prevede anche «l’estensione delle responsabilità a chiunque partecipi a tale pianificazione». Quindi non solo il diretto interessato ma anche il commercialista che eventualmento lo aiuti a compiere l’illecito.

Fisco, stop doppioni. Stop alle complessità inutili e alle duplicazioni nelle norme fiscali. La delega fiscale prevede una serie di misure di semplificazione tra cui la «revisione sistematica dei regimi fiscali e il loro riordino, al fine di eliminare complessità superflue» e la «revisione degli adempimenti con particolare riferimento a quelli superflui o che diano luogo, in tutto o in parte, a duplicazioni».

Imprese, ecco l’Iri. Arrivano gli «sconti» della tassa sul lusso, applicata su aerei ed elicotteri privati. Le tariffe scendono in particolare per gli aeroplani più piccoli; mentre per gli elicotteri il tributo sarà maggiorato solo del 50%. Lo ha deciso la commissione Finanze della Camera. Le precedenti tariffe erano contenute nel decreto «salva-Italia» approvato a novembre 2011.

Lusso, via agli sconti. Arrivano gli «sconti» della tassa sul lusso, applicata su aerei ed elicotteri privati. Le tariffe scendono in particolare per gli aeroplani più piccoli; mentre per gli elicotteri il tributo sarà maggiorato solo del 50%. Lo ha deciso la commissione Finanze della Camera. Le precedenti tariffe erano contenute nel decreto «salva-Italia» approvato a novembre 2011.

Iva all’europea. Il governo è delegato ad introdurre, attraverso decreti legislativi, norme per il recepimento della direttiva europea 112 del 2006 relativa al sistema comune d’Iva, al fine di una razionalizzazione, per una semplificazione dei sistemi speciali in funzione della particolarità dei settori interessati e l’attuazione del regime dell’Iva di gruppo previsto dall’articolo 11 della direttiva.

Cash, stretta a luglio. Slittano all’1 luglio le norme che eliminano i pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro per «l’erogazione di stipendi e pensioni corrisposti da enti e amministrazioni pubbliche». Lo prevede un emendamento del relatore al dl fiscale approvato dalla Commissione Finanze della Camera. Il precedente limite era stato fissato al primo giugno. Nuova proroga anche per l’imposta straordinaria sugli scudati: il nuovo termine è fissato al 16 luglio.

Via alla carbon tax. «Nuove forme di tassazione» per «preservare e garantire l’equilibrio ambientale e revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio». Lo prevede la bozza della delega fiscale: «Il gettito riveniente dall’introduzione della carbon tax» verrà destinato «al finanziamento del sistema di incentivazione delle rinnovabili e alla tutela dell’ambiente.

Irap resiste. La delega fiscale non prevede alcuna modifica delle aliquote Irpef, che restano cinque (la vecchia delega le aveva ridotte a tre) né la soppressione dell’Irap. Per quest’ultima il governo spiega che la norma sarebbe stata contraddittoria con il risanamento delle finanze pubbliche e avrebbe aperto «un problema molto serio di reperimento di entrate alternative (il gettito Irap è di 35 miliardi).

Ok al 5 per mille. Decisa anche la «stabilizzazione del 5 per mille». Lo prevede la delega fiscale varata ieri dal Consiglio dei ministri. L’indicazione non è contenuta in uno dei 18 articoli in cui si articola la riforma, ma in un «memo» in calce alla bozza. La decisione ha un valore quasi storico dal momento che la destinazione volontaria dei contribuenti era stata finora a dir poco precaria sul piano normativo.

Evasori nel mirino. Nell’ambito della lotta all’evasione verrà istituita «presso l’Istat una commissione indipendente, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, composta da esperti indicati dall’Istat, dal ministero dell’Economia e delle finanze e da altri ministeri interessati». Il governo «redige annualmente, all’interno della procedura di bilancio, un rapporto sulla strategia seguita e sui risultati conseguiti».

Sigarette dai benzinai. Gli impianti di distribuzione carburanti potranno vendere sigarette, a condizione che lo facciano in luoghi chiusi. Lo prevede un emendamento al decreto fiscale votato ieri in commissione Finanze alla Camera. La superficie di vendita al chiuso dovrà essere minimo di 30 metri quadri. Il provvedimento mira a rispettare le norme sulla concorrenza e al tempo stesso i provvedimenti di liberalizzazione.

Il testo del ddl sulla delega fiscale

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