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Standard & Poor’s taglia il rating sul debito italiano

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Standard & Poor’s taglia il rating sul debito italiano: la decisione dell’agenzia internazionale, che all’inizio di agosto aveva declassato gli Stati Uniti per la prima volta nella storia, arriva, a sorpresa, nella notte. «Le prospettive di crecita economica dell’Italia si stanno indebolendo – si legge nel rapporto di S&P – e ci aspettiamo che la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno alimitare la capacità del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne». Il rating italiano scende di un gradino, passando da A+ ad A. Nella nota dell’agenzia, si sottolinea ancora come la crescita economica più debole «limiterà probabilmente l’efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia». Come detto, il taglio del rating da parte di S&P è giunto inatteso. Ci si aspettava invece il declassamento da parte di un’altra agenzia internazionale, Moody’s, che ieri ha messo in discussione il rating di Regioni, Province e Comuni, colpiti dalla manovra del governo, riservandosi di fornire un giudizio complessivo sull’Italia entro un mese.

Dunque, da parte delle agenzie internazionali non c’è fiducia sulle prospettive di crescita dell’Italia. E lo stesso ministero dell’Economia si appresterebbe a ritoccare verso il basso le stime del Pil con il prossimo aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def). Aggiornamento che in base alla nuova legge di contabilità va presentato entro il 20 settembre (cioè oggi, anche se in realtà il governo si prenderà qualche giorno in più) ma che al di là degli obblighi formali appare quanto mai necessario nei fatti: le ultime previsioni ufficiali risalgono al mese di aprile, quando il nostro Paese, in un contesto internazionale piuttosto diverso, si pose l’obiettivo del pareggio di bilancio che poi sarebbe stato concretizzato con ben due manovre correttive. Così al posto del +1,1% scritto allora l’incremento del Pil 2011 dovrebbe essere valutato in un più prudente 0,7, percentuale allineata a quella di Confindustria e delle principali organizzazioni internazionali.

Per il 2012, anno nel quale ad esempio il Centro Studi di Viale dell’Astronomia prevede una ulteriore drastica frenata, la cifra non è stata ancora fissata ma certo sarà più bassa del precedente 1,3. Contemporaneamente l’aggiornamento del Def sarà l’occasione per trasferire nel quadro di finanza pubblica gli effetti del pesante aggiustamento estivo, la correzione da 54 miliardi che dovrebbe portare nel 2013 al pareggio di bilancio. Al momento dell’approvazione del secondo decreto, quello di Ferragosto, lo stesso ministro Tremonti aveva indicato i passi verso questo ambizioso traguardo: deficit al 3,8% del Pil quest’anno e all’1,4 nel 2012. Da allora però i saldi della manovra sono stati ulteriormente rafforzati, soprattutto grazie all’aumento dell’Iva, e dunque gli obiettivi potrebbero risultare migliori.

L’esecutivo però in una fase così delicata non può certo limitarsi a prendere atto di quanto già realizzato. Da una parte alcune delle misure già messe in cantiere hanno bisogno di essere attuate e monitorate. Dall’altra c’è la volontà di mettere in campo misure per lo sviluppo e la possibilità che ne servano altre sul fronte del contenimento del disavanzo. Uno dei primi problemi da affrontare riguarda la delega su fisco e assistenza, che dovrebbe permettere di recuperare 4 miliardi già il prossimo anno. Realizzare questi incassi intervenendo su pensioni di invalidità e di reversibilità richiederebbe misure molto incisive e certamente impopolari. L’alternativa è il taglio secco delle agevolazioni fiscali, oppure una nuova mossa sull’Iva. Se invece l’obiettivo fosse reperire ulteriori risorse, l’esecutivo non potrebbe che muoversi in due direzioni: o azzerare sostanzialmente le pensioni di anzianità o programmare qualche forma di prelievo patrimoniale. Sul fronte dello sviluppo si guarda alle infrastrutture ed allo sblocco di risorse già previste nell’ambito del piano Sud. © l.c.

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