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Solo il 28% dei nuclei under 36 mette soldi da parte

Risparmio soldi

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Non è certo una novità, ma l’ennesima conferma che tra coloro che pagano il conto della crisi ci sono, in primissima fila, le giovani famiglie, che arrancano per arrivare alla fine del mese e, sempre più spesso, non riescono a mettere nulla da parte nemmeno per garantire ai figli un futuro più sereno, figurarsi per un viaggio o una cena romantica. Secondo lo studio ”Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali” (un’analisi condotta da Censis e Unipol che fotografa i bilanci delle famiglie nell’ultimo anno) solo 3 su 10, infatti, riescono ad accantonare risparmi a fine mese. Un dato così basso da mettere a rischio la tradizionale solidità patrimoniale degli italiani. La spaccatura generazionale tra nuclei giovani e adulti è evidente, soprattutto se si guarda ai risparmi. Dall’analisi emerge che solo il 28,6% delle famiglie con persona di riferimento al di sotto dei 36 anni dichiara di avere messo soldi da parte: una percentuale sensibilmente inferiore rispetto a quella dichiarata da quelle con capofamiglia tra i 45 e i 54 anni, pari al 38%. Non stupisce, quindi, come siano i nuclei giovani a essere più colpiti dall’indebitamento (5% contro una media pari al 3,7%). E, di conseguenza, sono sempre le nuove generazioni a consumare più spesso tutto il reddito mensile. Ma, in questo caso, le differenze tra generazioni si attenuano.

La quota di chi spende l’intero guadagno è infatti alta per chiunque: se per i nuclei con capofamiglia di non oltre 35 anni è del 58,4%, la media nazionale si attesta al 52,5%. Insomma, le spese quotidiane si portano via gran parte delle risorse e ne restano poche anche per poter acquistare un’abitazione, che resta il bene al quale gli italiani tengono di più. Una difficoltà evidenziata dal fatto che, ben il 40% delle giovani famiglie, vive in una casa in affitto. Considerando l’insieme delle famiglie che non possiedono la casa in cui vivono, sono di nuovo le famiglie più giovani a risultare maggiormente svantaggiate: l’83% di loro è in affitto da un privato, contro il 73,5% della media.

Quindi, per chi non è ancora quarantenne non c’è un paracadute sociale. Basti pensare che solo l’1% dei più giovani usufruisce di un affitto da un ente, che generalmente prevede canoni agevolati, a fronte del 9,5% del totale delle famiglie non proprietarie (quota che sale addirittura al 15% circa per i nuclei con capofamiglia con 55 anni e più). La debolezza delle famiglie giovani, secondo la ricerca, è strutturale: l’8% non può contare su nessun genere di patrimonio, e il 42,6% non possiede nessun patrimonio immobiliare (contro il 16,8% della media).

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