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Scritti Fiom-Cgil di Melfi passano a Fim-Cisl

Maurizio Landini

Maurizio Landini

In Fiat esplode la guerra fra i sindacati. Ieri circa 200 iscritti della Fiom Cgil dello stabilimento di Melfi in Basilicata, quello dove si fabbrica la Punto, hanno annunciato il passaggio in blocco alla Fim-Cisl. Per la Fiom l’esodo non ha solo una valenza quantitativa ma soprattutto qualitativa. A farsene promotori sono stati tre delegati della Fiom, Pasquale Di Tolve, Giuseppe Stante e Sebastiano Valiante, da sempre appartenenti alla corrente maggioritaria del segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, sostenitore di una linea di scontro totale con la Fiat. I tre landiniani da tempo erano in rotta con il loro segretario. Nello scorso maggio, infatti, ben 11 dei 18 delegati Fiom della fabbrica lucana avevano firmato assieme a Fim e Uilm un accordo con Fiat per l’introduzione in via sperimentale del nuovo sistema produttivo Ergo-Uas che rivoluziona la distribuzione del lavoro lungo le linee di montaggio. A far traboccare la goccia dal vaso è arrivato poi il nuovo contratto aziendale Fiat che impedisce alla Fiom, non firmataria del documento, di svolgere attività sindacale nelle fabbriche. Per molti delegati fiommini questo passaggio si è tradotto nella perdita del ruolo in fabbrica non solo sotto il profilo strettamente sindacale ma anche dello spazio per interventi su piccole cose come l’assistenza per la domanda di pensione, la consegna del 730, il problema spicciolo, che spesso li rendono molto «popolari» nelle fabbriche. Di qui la decisione dei tre ex-landiniani di Melfi di cambiare bandiera per sé e per i lavoratori loro più vicini. La dimensione dell’operazione orchestrata a Melfi lascia credere che non si tratterà di un episodio isolato. La notizia del resto coglie la Fiom in contropiede visto che l’organizzazione di Landini sta per lanciare una grande campagna di denunce contro l’aumento dei ritmi di lavoro e delle malattie professionali in Fiat. Nessun commento ufficiale dalla «casa madre» Cgil (dove Landini è in minoranza) ma è assai probabile che la battaglia lucana getterà sale sulle polemiche fra il sindacato confederale e la Fiom. Comunque anche la tempistica dell’annuncio della spaccatura della Fiom lucana non sembra casuale. Domani Sergio Marchionne incontrerà i responsabili di Fim, Uilm e Fismic dopo un incontro con gli operatori finanziari nel quale illustrerà i risultati 2011 dell’alleanza Fiat-Chrysler. Gli analisti si attendono un utile netto dovrebbe attestarsi su quota 1,5 miliardi di euro, in gran parte provenienti dagli Usa e dal Brasile, contro i 222 milioni raggranellati da Fiat Auto nel 2010. Il profitto netto di Fiat Industrial dovrebbe invece oscillare intorno a quota 750 milioni. Intanto oggi tutti i lavoratori degli stabilimenti italiani del gruppo riceveranno la prima busta paga legata al nuovo contratto collettivo specifico di lavoro, frutto del referendum di Pomigliano d’Arco, approvato a maggioranza dalle tute blu, eccezion fatta per quelle dela Cgil. Dal punto di vista economico per i lavoratori ci saranno 80 euro lordi in più: 40 previsti dal vecchio contratto del 2009, recepito nel nuovo testo e altri 40 dovuti alla suddivisione in quote mensili della quattordicesima. © Diodato Pirone

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