Per Faib e Fegica «si è manifestato ancora una volta, l’evidente deficit di affidabilità che il governo ha denunciato in questi anni di inerzia rispetto all’esigenza di riformare il mercato in senso concorrenziale e a quella di confermare i provvedimenti con i quali è stato riconosciuto, negli ultimi venti anni, il servizio offerto allo Stato da una intera categoria». Una decisione «irresponsabile» per il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia. «Ci ritroviamo di fronte a uno sciopero dei gestori che non riteniamo giustificato – ha affermato al termine del tavolo con le associazioni dei gestori dei distributori di carburante – Le proposte che abbiamo presentato penso siano esaustive, ma sono state respinge al mittente con un atto di irresponsabilità, visto anche il momento che stiamo vivendo».
Saglia ha inoltre fatto sapere che il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che è stato presente al tavolo, «ha assicurato» di voler rendere strutturale il bonus fiscale e ci sarebbe anche l’accordo con il ministero dell’Economia. Nel maxi-emendamento al ddl stabilità, quindi, dovrebbero rientrare le proposte avanzate dal ministero: «Sanare il passato, riconoscere il bonus fiscale secondo quanto era stato quantificato senza aspetti negativi per i gestori; introdurre il bonus fiscale in maniera strutturale con l’aumento solo di un millesimo del prezzo della benzina; l’esenzione della commissione bancaria per gli acquisti fatti con carta di credito e bancomat». Hanno, invece, soddisfatto le aspettative di Figisc e Anisa, le promesse del governo. «Figisc ed Anisa hanno deciso di sospendere per il momento lo sciopero, in attesa dell’inserimento da parte del governo delle misure nel maxiemendamento» ha dichiarato Luca Squeri, presidente nazionale di Figisc. «Si tratta di un importantissimo passo in avanti» ha aggiunto Stefano Cantarelli, presidente nazionale di Anisa «per quanto riguarda la strutturalità del bonus e la gratuità delle commissioni sulla moneta elettronica».

