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RC auto, norme anti-frode e scatola nera

RC auto

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L’obiettivo è ridurre i costi. O quanto meno riportarli in una dinamica europea. E questo perché, come scrive l’Antitrust, i premi effettivamente pagati per l’Rc auto hanno registrato nel periodo 2009-2010 aumenti da record. I più alti nel vecchio Continente. Incrementi anche del 25% per chi assicura un’autovettura e di oltre il 35% nel caso di un motociclo. Ed è proprio sulla scia di quanto segnalato dall’autorità che si muove il decreto sulle liberalizzazioni che oggi diventerà realtà. La norma centrale è quella che premetterà di avere sconti agli automobilisti che autorizzeranno le imprese assicuratrici ad installare una «scatola nera» sui veicoli (il costo sarà a carico delle compagnie). Una data recorder che registrerà l’attività e che consentirà una riduzione delle tariffe Rc auto. Al momento nessuna compagnia, in attesa del varo, fa previsioni, ma gli sconti potrebbero essere sostanziosi. O almeno così si augura il dicastero dello Sviluppo. Ma c’è dell’altro. Il decreto contiene misure incisive per contrastare le frodi. Frodi che contribuiscono a fare lievitare le tariffe. Viene introdotta una sanzione durissima: «Carcere fino a cinque anni e radiazione dall’albo professionale per i periti assicurativi che accettano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice». Inoltre, al fine di «ridurre il premio assicurativo per la responsabilità civile obbligatoria, con vantaggi per l’utenza» viene eliminata «la procedura del risarcimento diretto del danno subito dal conducente non responsabile».

Nel Codice delle assicurazioni private sarà introdotto il criterio dell’efficienza produttiva e del controllo dei costi nel sistema di risarcimento diretto. Viene poi ridotto del 30% l’ammontare del risarcimento per equivalente, qualora questo sia accompagnato da idonea garanzia in relazione alle riparazioni fatte di validità non inferiore a due anni. Stabilito, si legge sempre nel decreto, l’obbligo, a carico delle imprese assicuratrici autorizzate ad esercitare il ramo responsabilità civile, a trasmettere a cadenza annuale una relazione all’Isvap, recante informazioni dettagliate sul numero dei sinistri per i quali si è ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione al rischio di frodi, oltre ad altre informazioni che pongano l’organo di controllo in grado di valutare l’adeguatezza dell’organizzazione aziendale e dei sistemi di liquidazione dei sinistri nell’ottica di contrasto alla frode.

È inoltre previsto l’obbligo di indicare e rendere pubblici negli atti di bilancio i risparmi di spesa conseguenti all’attività di controllo e repressione delle frodi, autonomamente svolta dalle imprese assicurative. Introdotto il principio del confronto fra tariffe diverse: gli intermediari che distribuiscono servizi e prodotti assicurativi del ramo assicurativo di danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti – si legge nella bozza – sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi». Per il Cfo e direttore generale delle Assicurazioni Generali Raffaele Agrusti il decreto sulle liberalizzazioni che il governo dovrebbe varare «è un buon provvedimento», anche nella parte che riguarda le assicurazioni. Agrusti non è preoccupato dal possibile obbligo per gli intermediari di presentare al cliente offerte di più compagnie: «Non è un problema». © Umberto Mancini

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