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Prezzi benzina a 1,90 euro, aumentano le accise

Costo gasolio

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Nessuna tregua per il caro-benzina. Superata quota 1,9 euro al litro. Al Centro si sfiorano anche i 2 euro. Ed è l’ennesimo record. Salgono i prezzi alla pompa, nonostante le quotazioni internazionali siano in discesa. E vi siano anche buoni margini di guadagno sul diesel. Gli aumenti delle compagnie arrivano proprio nel giorno in cui si chiarisce il giallo sulle accise. Nel decreto legge sulle semplificazioni c’è l’aumento. Servirà a finanziare il fondo della protezione civile per le calamità naturali. Il provvedimento, approvato ieri al Senato, dovrebbe essere varato definitivamente dalla Camera la prossima settimana. Una scomoda ipoteca sulle vacanze di Pasqua. I consumatori del Codacons attaccano le compagnie. «Speculano» proprio «sui viaggi di Pasqua e sulle gite di Pasquetta». La replica del presidente dell’Unione petrolifera Pasquale De Vita attribuisce la colpa dei rincari alll’embargo all’Iran. I prezzi. Compagnie in ordine sparso. Ip, Shell e Esso hanno rialzato ieri i listini, superando gli 1,9 euro al litro (1,905, 1,900 e 1,894 euro, rispettivamente). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro. Ma Quotidiano Energia segnala che «i prezzi raccomandati mostrano segnali contrastanti sulla rete carburanti nazionale». TotalErg, infatti, scende di 0,5 sul diesel. Proprio per il diesel ci sarebbero buone possibilità di un ribasso. I margini, infatti, sono in aumento e ben al di sopra della media degli ultimi due anni. I prezzi praticati sul territorio sono quindi ancora in salita sulla benzina sempre a seguito degli ultimi aumenti (prezzi consigliati dalle compagnie. «Se i ribassi dei prezzi internazionali (in particolare della benzina) non si riversano ancora sui prezzi alla pompa è anche perché i margini sulla benzina sono risultati ancora in calo nelle ultime rilevazioni e al di sotto della media degli ultimi due anni», spiega Staffettaonline. Solo negli impianti no-logo i prezzi sono in discesa, sia per la verde che per il diesel. E aumentano le presenze di questi distributori in tutta Italia. Sono le firme della grande distribuzione, Conad e Coop in testa, ad ospitare nei centri commerciali pompe di benzina con i propri marchi. Al top, per numero di impianti, c’è la Lombardia. Seguono Veneto e Marche. Maglia nera sono invece Molise e Valle d’Aosta. Se si guarda, poi, alla diffusione sul territorio, sono le Marche la Regione meglio servita (con un impianto ogni 38.000 abitanti). Invece, al contrario, la peggiore è il Friuli, con un impianto ogni 620.000 persone. L’ennesimo record del carburante mette in allarme il presidente di Federauto, Pavan Bernacchi. «Siamo tra i primi al mondo, grazie al carico fiscale applicato ai carburanti», commenta ironicamente. Poi denuncia «l’attacco concentrico all’auto colpi di accise sui carburanti, aumenti di Iva, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC». «Se qualcuno non interviene – avverte Bernacchi – traguardare nuovi record negativi sull’occupazione, sull’inquinamento, sulla vetustà del parco circolante sarà inevitabile». © ci.pe.

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