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Non c’è un piano B, altrimenti salta l’euro

Alessandro Profumo

Alessandro Profumo

«Piano B? Tocchiamo legno. Se va peggio di come abbiamo previsto nel nostro piano, che già ha una previsione non ottimista, e se posso dirla in maniera un pò brutale, allora salta l’Euro». Alessandro Profumo, presidente di Mps, risponde così da Padova sul piano presentato da Siena la scorsa settimana. Profumo ha colto l’occasione per rettificare il tiro di affermazioni fatte dall’ad Fabrizio Viola che potevano ingenerare equivoci. «Non ci sono contatti con fondi sovrani per rafforzare la nostra società», ha detto, «in questo momento non ci sono trattative anche perchè non c’è interesse da parte della banche straniere di investire su istituti italiani». Viola senza sbottonarsi aveva però espresso la preferenza per l’ingresso di un fondo sovrano. La speranza del presidente senese è che prima dell’orizzonte del piano industriale 2015 ci possa essere un’inversione di tendenza in questo senso. «Su 100 euro di depositi noi investiamo 131 euro sul territorio, sbaglia chi dice che non sosteniamo le imprese o altro», incalza Profumo che ha incontrato il management di Antonveneta. «Purtroppo parte di questo denaro che distribuiamo viene dall’Ue quindi dobbiamo avere un riequilibrio». Un riequilibrio secondo Profumo che passa nello stretto rapporto con il territorio rafforzandolo attraverso una razionalizzazione dei servizi che comporterà un sensibili abbattimento dei costi di gestione che a regime sarà del 70%. Noi dobbiamo servire bene i nostri clienti – ha sottolineato – se non addirittura meglio perchè sono loro che ci danno da vivere, che pagano i nostri stipendi».

Nei giorni scorsi Profumo, ha illustrato il nuovo piano industriale alla Fondazione Mps, primo socio di Siena. La presentazione, avvenuta alla presenza di Viola, è stata fatta alla deputazione amministratrice presieduta da Gabriello Mancini. Profumo, spiega la Fondazione, ha indicato i punti salienti del piano, spiegando le ragioni delle varie scelte strategiche e finanziarie adottate, volte al rilancio della banca. Pur nelle difficoltà del momento esistano delle fortissime potenzialità. Mancini ha confermato il giudizio positivo sul piano, che accoglie le richieste indicate dalla Fondazione, tra cui la riduzione dei costi.

Il piano industriale continua a essere nel mirino delle organizzazioni sindacali. «Non possiamo che riconfermare il nostro giudizio negativo sul piano industriale presentato dall’azienda con i relativi 4.600 esuberi», ha detto il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, nel suo intervento conclusivo del direttivo nazionale dell’organizzazione tenutosi a Siena, sottolineando inoltre «la netta contrarietà al progetto di esternalizzazione». Infine alla scadenza del periodo di adesione all’offerta di scambio di bond subordinati Mps (tier 1, upper tier 2, lower tier 2) con nuovi titoli Mps accetta il 30% del valore nominale realizzando una plusvalenza lorda di 227 milioni.

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