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Mini prelievo su patrimoni con soglia esenzione

Enrico La Loggia

Enrico La Loggia

L’ipotesi di un’imposta patrimoniale strutturale e leggera si contrappone a quella di un prelievo dello stesso tipo ma una tantum e ben più pesante, finalizzato alla riduzione del debito pubblico. La proposta è stata rilanciata ieri da un gruppo di parlamentari di vari partiti: Enrico La Loggia (Pdl), Linda Lanzillotta (Terzo polo) e Walter Vitali (Pd). Tra i promotori dell’iniziativa anche Mario Baldassarri, Paolo Baretta, Renato Cambursano, Marco Causi, Antonio D’Alì, Enrico Morando e Tiziano Treu. Finora però il Popolo delle Libertà si è detto contrario a questa possibilità, che è invece sostenuta dai sindacati. Il premier Monti ha annunciato di voler monitorare i patrimoni (facendoli inserire nella dichiarazione dei redditi) in chiave anti-evasione. Un’idea di una patrimoniale leggera era stata presentata anche da Confindustria, che ipotizzava un possibile gettito d 6 miliardi l’anno. Il prelievo dovrebbe riguardare, sulla carta, sia gli immobili sia i cespiti patrimoniali di altro genere; l’aliquota dovrebbe essere bassa, ad esempio pari allo 0,5 per cento, con una soglia di esenzione posta a 1-1,5 milioni sotto la quale il prelievo non si applicherebbe. Chiaramente una novità di questo tipo andrebbe coordinata con il ripristino dell’Ici sulla prima casa, visto che anche l’Ici (o come si chiamerà in futuro) sebbene nominalmente applicata alla rendita catastale di fatto è un’imposta patrimoniale. E resta da sciogliere anche il nodo dell’eventuale differenza di trattamento tra i patrimoni di proprietà delle persone fisiche e quelli delle imprese.

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