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Manovra 2013, il testo della legge di stabilità

Enrico Letta

Enrico Letta

Quattro ore di sciopero da qui a metà novembre da gestire con manifestazioni territoriali. Contro la legge di stabilità Cgil Cisl e Uil alla fine hanno deciso per una protesta che comprendesse comunque l’arma estrema, quella dello sciopero. Una decisione che Enrico Letta definisce legittima, ma «precipitosa», ribadendo che la legge di stabilità non è blindata. «Si può migliorare e la miglioreremo sicuramente» promette il premier. Nonostante il diluvio di critiche Enrico Letta è convinto che la sua legge di stabilità vada nella direzione giusta. Ed elenca i cinque risultati che il governo si prefigge: riduzione del debito pubblico entro 5 anni, calo del deficit, calo della spesa pubblica primaria, riduzione delle tasse su famiglie e imprese, Pil in crescita dell’1% nel 2014.

Mini taglio per le tasse sul lavoro
Per tagliare il peso delle tasse sul lavoro arrivano 10,6 miliardi in tre anni. Ma nel 2014 sono solo 2,5 e la parte maggiore (1,5 miliardi) andrà nelle tasche dei lavoratori dipendenti sotto forma di maggiori detrazioni fiscali. Le imprese per il prossimo anno dovranno accontentarsi di 1 miliardo e 40 milioni. Ma quanto entrerà in soldoni nelle tasche dei lavoratori dipendenti? Poco: in media 152 euro all’anno spalmando le detrazioni su tutti i 16 milioni di lavoratori dipendenti con redditi inferiori ai 55 mila euro lordi l’anno (e senza contare i cosiddetti incapienti).

Liquidazione a rate per gli statali
Conferma del blocco della contrattazione anche per il 2014 e blocco del turn over per gli statali. La novità più sgradita è però quella che riguarda le liquidazioni: raddoppia da sei a dodici mesi il tempo concesso alle amministrazioni per provvedere a pagarle. Ma poi il versamento sarà in un’unica soluzione solo per gli importi fino a 50 mila euro (in precedenza la soglia era fissata a 90 mila). Tra i 50 e 100 mila euro sono previste due distinte rate annuali, che diventeranno tre oltre la soglia dei 100 mila euro.

Pensioni d’oro, arriva il prelievo
Per il prossimo triennio arriva il prelievo sulle pensioni d’oro: 5 per cento per la parte sopra 150 mila euro l’anno, 10 per cento sopra i 200 mila e 15 per cento oltre i 250 mila. La legge di stabilità rivede tra l’altro anche il regime di indicizzazione delle pensioni già in essere, correggendo parzialmente il blocco totale introdotto nel periodo 2012-2013 per quelle di importo superiore a 3 volte il trattamento minimo (circa 1.500 euro al mese, visto che il minimo vale attualmente poco meno di 500).

Rifinanziati Cig in deroga e social card
Per la cassa integrazione in deroga, è previsto per il 2014 un ulteriore stanziamento di 600 milioni. Sono rifinanziati il fondo per la carta acquisti destinata ai cittadini indigenti (250 milioni), il fondo per la non autosufficienza (250 milioni) e il fondo per le politiche sociali (300 milioni). Sono inoltre stanziati 400 milioni per alimentare il meccanismo del cinque per mille, ossia la possibilità per i contribuenti di destinare questa quota della propria Irpef ad associazioni di volontariato o enti di ricerca.

In banca il bollo sale al 2 per mille
Dalla revisione del trattamento delle perdite su crediti di banche, assicurazioni e altri intermediari arriveranno allo Stato 2,2 miliardi di euro. Una manovra che pur con effetti finanziari negativi almeno per i primi due anni, è destinata ad avvicinare le banche italiane a quelle europee. A partire dal 2013, infatti, le svalutazioni su crediti saranno deducibili in 5 e non più in 18 anni. Aumenterà l’imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari (dall’attuale 1,5 deciso dal decreto salva-Italia al 2 per mille tondo).

Infrastrutture, stanziati nuovi fondi
La legge di stabilità autorizza una serie di spese per completare o avviare una serie di opere pubbliche. Tra queste ci sono 335 milioni per l’Anas sul contratto di programma, da aggiungere a 340 milioni per uno dei megalotti mancanti della Salerno-Reggio Calabria (50 milioni per il 2014, 170 milioni per il 2015 e 120 milioni per il 2016). Ci sono poi 401 milioni per completare il Mose (di cui 200 milioni già nel 2014). Ma tra le priorità ci sono anche le Ferrovie. Per la continuità dei lavori di manutenzione straordinarie sono destinati, infatti, 400 milioni per il 2014.

Ai Comuni una dote da 1 miliardo
Il governo, dopo il pressing delle amministrazioni, ha concesso ai Comuni una dote di un miliardo, sotto forma di allentamento del patto di stabilità interno. Un miliardo è però solo una frazione del gettito complessivo dell’Imu sull’abitazione principale (quattro miliardi, che diventano cinque se si aggiungono i proventi della maggiorazione Tares che si applica quest’anno). Dunque le amministrazioni comunali avranno spazio per ridurre il prelievo rispetto al passato, ma solo in misura molto limitata.

Il voto concentrato in un giorno
Tra i risparmi di spesa inclusi nella legge di stabilità ci sono anche cento milioni che saranno ricavati dalla riduzione da due a un giorno della durata degli appuntamenti elettorali, per tutti i tipi di consultazioni, da quelle politiche a quelle regionali, comunali ed europee. Nel presentare questa misura il presidente del Consiglio Enrico Letta ha sottolineato che la tradizione di votare in due giorni la domenica fino alle 22 e poi il successivo lunedì fino alle 15, è un’anomalia italiana. In effetti negli altri Paesi europei si vota in una sola giornata.

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