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Lo spread Btp Bund torna a 400 punti

Crisi euro

Crisi euro

Un mercoledì da dimenticare. I mercati hanno i nervi tesi. Il salvataggio della Grecia pieno zeppo di punti interrogativi e il continuo aumento del peso della crisi del debito che le banche devono accollarsi, bastano a togliergli il sonno. Ritorna la paura. Le piazze europee chiudono in rosso. A condizionare il clima ci si è messa poi anche l’attesa per le decisioni della Federal Reserve sulle nuove misure di stimolo per economia e occupazione, con Wall Street che rimane contrastata. Così le Borse del Vecchio Continente hanno vissuto una giornata con l’umore pesto: la peggiore è stata quella tedesca con Francoforte che ha terminato con ribassi del 2,47% zavorrata da Lufthansa (-5%) e dalle prese di profitto sul settore automobilistico. A pari merito Milano e Parigi che hanno archiviato un -1,6% facendo un po’ meglio di Madrid (-1,82%). A seguire Londra con una perdita dell’1,4%. E con il vento che è girato all’improvviso, rispuntano le pressioni sullo spread Btp-Bund che si è riportato di nuovo in area 400 punti base: il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e tedeschi ha superato i 399 punti per poi chiudere a 398,6 (contro i 363,5 di Madrid), in un mercato sempre più in fuga dal rischio e che punta tutto sul blindatissimo bund. Tanto che il rendimento del decennale tedesco ha testato i minimi all’1,77% con il risultato di innescare un generalizzato allargamento degli spread (Spagna sopra i 363 punti, Francia sopra quota 84, Belgio sopra i 200).

Debolezza per l’euro, che ha viaggiato sotto quota 1,37 dollari per poi avviare il solito recupero tecnico alla chiusura dei mercati europei, risalendo attorno a 1,3720 dollari. L’ennesimo rinvio di una soluzione del caso Grecia ha rimesso in agitazione i mercati: mentre Atene stringe i tempi per varare nuove misure di austerity, la troika (Bce, Fmi e Commissione Ue) annuncia un’altra missione tecnica per la prossima settimana, quando si terrà anche l’incontro tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier greco George Papandreou. Intanto la speranza che la Fed possa varare nuove misure a sostegno dell’economia, non basta più a garantire la tenuta dei mercati. Come non basta la riunione dei Brics che oggi a Washington potrebbero decidere di investire nel Vecchio Continente, mettendo sul piatto fino a 800 miliardi di dollari.

La crisi del debito morde soprattutto le banche: il Fmi calcola in 300 miliardi di euro il rischio credito per gli istituti europei e i titoli del settore hanno sofferto, in primis quelli francesi più esposti verso la Grecia e l’Italia, con Bnp Paribas che nel corso della seduta ha subito perdite del 5% seguita da Credit Agricole e Socgen con cali superiori al 2%. La Banca centrale europea intanto continua a foraggiare le banche in difficoltà con prestiti d’emergenza: i rumors parlano di 500 milioni di dollari prestati a un istituto di credito europeo. La settimana scorsa l’Eurotower aveva erogato 575 milioni di dollari di liquidità a due banche. Della serie: il ritorno delle ombre lunghe. © Alessandra Chello

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