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Limite uso contante, soglia 500-1000 euro

Mario Monti

Mario Monti

La misura più vistosa potrebbe essere una nuova drastica riduzione della soglia per l’uso dei contanti; ma l’impegno per la lotta all’evasione confermato dal premier Monti nell’aula del Senato sembra porsi in una linea di discreta continuità con le misure già adottate dal precedente esecutivo. Continuità che sarebbe testimoniata non solo dall’eventuale promozione di Attilio Befera al rango di viceministro con delega alle Finanze, ma anche da alcune indicazioni emerse in queste ore. Certo è probabilissimo che di condoni non si senta più parlare; ma la via delle sanatorie non era stata praticata dall’ultimo Tremonti, che anzi ha schivato le richieste in questo senso provenienti dalla maggioranza di centro-destra. Resta la necessità di garantire proprio attraverso il contrasto all’illegalità risorse preziose che in futuro, almeno si spera, potrebbero permettere anche la riduzione delle aliquote. Ieri il presidente del Consiglio ha parlato della volontà di «monitorare» i patrimoni, in alternativa ad una loro tassazione diretta. Qualche settimana fa il professor Guido Tabellini, molto vicino a Monti e possibile vice dell’Economia, aveva proposto l’inserimento dei dati patrimoniali in dichiarazione dei redditi: un’idea evocata anche da Confindustria.

Ma questo approccio, al di là della circostanze in cui è stato suggerito (nel caso specifico Tabellini criticava misure come la pubblicazione da parte dei Comuni dei dati sui redditi) non è tutto sommato troppo diverso da quello che l’amministrazione fiscale sta seguendo con il nuovo redditometro, la cui versione sperimentale debutta proprio in questi giorni. Nel caso del redditometro si tratta di mettere confronto i redditi dichiarati con la capacità di spesa desunta da altri elementi tra cui appunto quelli patrimoniali. L’obiettivo è comunque evitare le incongruenze, a volte molto vistose, tra la ricchezza complessiva di alcuni contribuenti e l’importo da loro effettivamente versato.

L’altra novità che potrebbe essere decisa anche in tempi relativamente brevi è la riduzione della soglia al di sotto della quale è vietato l’uso del contante. Anche qui si tratta di proseguire un percorso già iniziato negli ultimi tempi dal precedente esecutivo, che però aveva seguito una linea completamente diversa all’inizio della legislatura. Nel 2008 infatti era stata riportata a 12.500 euro la soglia che il governo Prodi aveva abbassato a 5.000. Poi lo scorso anno, anche su pressione dei sindacati, c’era stata la marcia indietro e il ritorno al livello precedente, che con la manovra estiva è stato dimezzato a 2.500 euro. Ora si parla di una nuova drastica riduzione, fino a quota 500-1000. Il fatto che il ricorso al contante favorisca chi vuole mettere le proprie transazioni al riparo dal fisco è abbastanza condiviso; l’obiezione avanzata spesso da chi si oppone a questo tipo di misure è che l’Italia non è pronta per una modernizzazione del genere. © L. Ci.

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