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La manovra Monti fa crollare lo spread a 375 punti

Mario Monti

Mario Monti

La manovra Monti fa crollare lo spread, riporta il rendimento dei Btp decennali sotto il 6% e regala a Milano la maglia di regina d’Europa tra le Borse europee. Un lunedì da incorniciare per i mercati che beneficiano anche delle notizie provenienti dall’ennesimo vertice Sarkozy-Merkel, propedeutico al patto che i leader europei dovrebbero sottoscrivere l’8 e 9 dicembre prossimi per salvare l’euro dalle speculazioni e dai rischi di contagio sui debiti sovrani. Il Tesoro ringrazia e dalla discesa di tassi e differenziale con i bund tedeschi risparmia, almeno a livello potenziale, poco meno di 5 miliardi. Positiva la decisione di anticipare il Consiglio dei ministri con i provvedimenti «salva Italia» a domenica, prima cioè dell’apertura dei mercati. Che ieri, in effetti, hanno potuto constatare e valutare le nuove misure, scegliendo la strada – auspicata ma non del tutto certa – di incoraggiare lo sforzo del governo Monti.

Lo spread Btp-Bund è sceso sotto i 400 punti già a metà mattina, soglia mai abbandonata dal 28 ottobre scorso. E il calo si è ulteriormente consolidato nel resto della giornata, con Piazza Affari in gran spolvero e le banche finalmente sugli scudi. La discesa è stata infatti drastica, con la chiusura a 375 punti base, ben 80 punti in meno rispetto ai 455 che ancora segnavano la forbice venerdì scorso. Parallelamente, come detto, si è mosso anche il rendimento, sceso sotto il 6%: più precisamente al 5,95% (anche in questo caso il minimo da fine ottobre), dal 6,68% della fine della scorsa settimana.

I fatti dimostrano insomma che dall’avvento del governo Monti lo scenario sui mercati è cambiato anche se, a dire il vero, l’accelerazione maggiore è quella di ieri. Il massimo, vale la pena di ricordarlo, era stato toccato il 9 novembre scorso, con 574 punti base e un rendimento sui titoli di Stato oltre il 7,4%. Il risparmio per le casse pubbliche è vistoso dal momento che secondo i calcoli di Bankitalia, il calo di un punto percentuale comporta un alleggerimento più o meno di 0,2% di punti di Pil solo nel primo anno. Per un punto e mezzo di differenza sui tassi di interesse il risparmio è quindi pari a circa 4,8 miliardi di euro. L’altra nota assai lieta della giornata è la risposta di Piazza Affari alla manovra. Milano sfiora il 3% dando un segnale ben preciso anche alle altre Borse del Vecchio continente che, non a caso, chiudono tutte in territorio positivo.