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Italia all’ultimo posto per la produttività

László Andor

László Andor

Italia maglia nera nell’Ue per la produttività. Siamo al quarto trimestre consecutivo di crescita negativa. È la fotografia che emerge dal rapporto trimestrale della Commissione europea sul mercato del lavoro e la divergenza sociale nella Ue. Nel secondo trimestre l’Italia ha registrato la caduta di produttività più forte nella Ue: -2,1% (dopo il -0,8% del primo trimestre). Ha fatto persino peggio di Ungheria (-1,9%), Regno Unito (-1,4%), Repubblica Ceca e Slovenia (-1,3%). Italia e Malta sono i soli Stati dell’Unione Unione europea che registrano un calo per quattro trimestri consecutivi. Anche Cipro e Portogallo si trovavano al quarto trimestre di crescita negativa. Ma per Roma le cattive notizie non finiscono qui. Nel 2012 il nostro Paese ha registrato «il peggior declino dell’indice del clima sociale, passato dal -1,1% del 2011 al -3,1% del 2012» ed è sceso dal 13/mo posto in classifica al 23/mo. È quanto emerge dal Rapporto trimestrale sulla Situazione economica e sociale della Commissione Ue, pubblicato ieri, che indica una situazione in netto peggioramento per l’Italia in quasi tutte le rilevazioni. In generale, la situazione sociale e occupazionale nell’Ue si è mantenuta molto grave nel secondo trimestre del 2012 ed ha fatto registrare un aumento della disoccupazione nel suo complesso (pur con differenze significative tra gli Stati membri), un deterioramento della situazione finanziaria delle famiglie e un aumento della povertà infantile. «Siamo di fronte ad una vera emergenza sociale», avverte il commissario europeo per il Lavoro, Laszlo Andor, indicando che le differenze delle situazioni occupazionali e sociali negli Stati membri sono più marcate che mai. A preoccupare è soprattutto l’aumento della disoccupazione che ha raggiunto la quota record di 25,3 milioni di persone, con un aumento di 2,6 milioni di unità (+11,6%) rispetto al marzo 2011. Nel rapporto si evidenzia, in particolare, come la situazione sociale e occupazionale nella Ue si è mantenuta «molto grave» nel secondo trimestre del 2012. Nel primo trimestre dell’anno il più alto numero di ore lavorative prestate dai lavoratori dipendenti a tempo pieno si è avuto in Grecia e in Austria, mentre il più basso è stato registrato in Finlandia, Irlanda e Italia. Altra situazione in cui emerge un caso italiano è la situazione delle famiglie: nell’ultimo anno, indica la Commissione, l’Italia ha registrato un aumento «particolarmente forte» delle difficoltà finanziarie. © re.eco.

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