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Incentivi fonti rinnovabili, no a norme punitive

Tullio Fanelli

Tullio Fanelli

Sembrava di essere tornati un anno indietro. Allora il mondo dei produttori legati alle fonti rinnovabili si ritrovò al Quirino per protestare con il decreto Romani. Ieri sit in a Montecitorio e poi gli «Stati generali delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica» hanno incontrato i rappresentanti del governo Monti per rivendicare la propria posizione di difesa degli incentivi. Dalle sigle della filiera industriale (da Anev a Gifi) a quelle ambientaliste (da Legambiente al Kyoto club), le associazioni hanno trovato una sostanziale unità di intenti, almeno su grandi linee, per poter lavorare insieme e condividere la stessa strategia di fronte al governo rappresentato tra gli altri dal sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli e da quello allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. «La presenza dei sottosegretari è stata molto positiva – afferma il presidente di Gifi, Valerio Natalizia – ed è emersa la volontà di equilibrare un sistema a detta loro squilibrato, puntando su investimenti mirati verso settori più promettenti dal punto di vista industriale». Sul tavolo c’è soprattutto la revisione degli incentivi al fotovoltaico. «Da parte nostra – prosegue Natalizia – c’è l’esigenza di pianificare lo sviluppo del nostro settore, senza che ci sia l’intento punitivo di bloccare quello che è stato costruito fino ad oggi. Il nostro settore avrà bisogno di incentivi ancora per poco, fino a tutto il 2014. Dopodichè puntualizza a partire dal 2015 potremmo essere indipendenti dagli incentivi, almeno sotto la forma attuale. Bloccare oggi questo sistema sarebbe deleterio». «De Vincenti ci ha confermato che i provvedimenti retroattivi e i continui cambiamenti sono dannosi e scoraggiano gli investimenti sottolinea Gianni Chianetta, presidente di Assosolare». Perciò dovrebbero venire tutelati gli investimenti in corso, anche attraverso un’analisi costi-benifici del fotovoltaico, «che tenga conto dei risparmi in emissioni di anidride carbonica e del fatto che le rinnovabili hanno già abbassato il prezzo unico nazionale del kilowattora». Il governo rimane dunque al lavoro. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha promesso per questa settimana i due decreti interministeriali sul fotovoltaico e sulle altre rinnovabili. Non è escluso che arrivino in due tempi e che per il fotovoltaico si debba aspettare dopo Pasqua.

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