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Il governo sblocca i crediti alle imprese

Mario Monti

Mario Monti

Arriva il carburante per la ripresa, la benzina anti recessione: 20-30 miliardi già quest’anno. Per rimettere in moto la produttività. Dare ossigeno finanziario alle imprese. Combattere la crisi di liquidità. Non usa toni trionfalistici Mario Monti. Del resto non è nel suo stile, ma è soddisfatto dello sblocco dei crediti vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione. L’operazione pagamenti, complessa e articolata, non avrà impatto sul debito pubblico. Almeno in questa prima fase. Lo avrà invece e forte sui conti dei fornitori dello Stato, nel senso ampio del termine, che potranno contare su quanto dovuto ma non ancora incassato, sulla compensazione, ampia, tra crediti e debiti e, snodo centrale, sull’aiuto delle banche che anticiperanno una buona fetta delle risorse, circa 10 miliardi. Il governo ha messo il timbro finale alla partita, varando i 4 decreti. E ottenendo il via libera dell’Abi e quello delle organizzazioni imprenditoriali. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha parlato subito di misura seria e importante, che «affronta una priorità assoluta per le aziende». Marco Venturi, che guida Rete imprese Italia, è convinto che la svolta c’è stata anche se molte aziende sono fallite prima di aver visto partire l’iniziativa. Sulla stessa linea Giacomo Basso, presidente di Casartigiani, che si è battuto per estendere le compensazioni anche ai contributi previdenziali oltre che alle tasse erariali e locali.

Risposte in tempi rapidi o commissario ad acta. Le amministrazioni statali o locali avranno 60 giorni di tempo per certificare o meno i crediti scaduti dopo le richieste delle imprese interessate. Se non lo faranno interverrà un commissario ad acta che, dopo 60 giorni, fornirà le risposte. Le modalità sono stabilite in due decreti, il primo riguarda la certificazione da parte dello Stato, il secondo quello degli enti locali. La certificazione si ottiene mandando un modulo standard all’ente debitore: modulo già allegato al decreto, scaricabile da internet e compilabile on line. Con il documento si potrà andare in banca e ottenere una anticipazione oppure la cessione del credito scaduto. Le amministrazioni dovranno ripianare i debiti entro una data stabilita, meno di 12 mesi, a partire dalla presentazione della domanda.

Per Lazio e Campania i vincoli dei conti in rosso. Vittorio Grilli è stato chiaro. Tutte le Regioni potranno compensare i debiti fiscali, contributivi e assicurativi. Ma questa modalità non riguarderà Lazio e Campania, ovvero le amministrazioni commissariate che devono rispettare i vincoli del patto di stabilità interno. Con il rischio concreto di creare così un doppio binario. Con crediti certificati di classe A, quelli delle amministrazioni virtuose, e crediti di classe B, meno sicuri per banche e quindi anche per le imprese, che già scontano il fatto di aver fornito servizi e appalti a dei «cattivi pagatori». Spetterà comunque alla Conferenza unificata Stato-Regioni tentare di sciogliere il nodo. La Consip sta lavorando ad una piattaforma per far incontrare fornitori e debitori.

Compensazione estesa ai contributi previdenziali. Ma cosa fare una volta ottenuta la certificazione? Il fornitore potrà: 1) compensare il proprio credito nei confronti della pubblica amministrazione con debiti iscritti a ruolo alla data del 30 aprile 2012 per tributi erariali e per tributi regionali e locali, nonchè per i contributi assistenziali e previdenziali e per premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali; 2) ottenere un’anticipazione bancaria. L’anticipazione può essere assistita da una garanzia fino al 70% da parte del Fondo centrale di Garanzia (elevabile fino all’80%), con un importo massimo garantibile per singola impresa fino a 2,5 milioni; 3) fare una cessione del credito pro soluto o pro solvendo alle banche.

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