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I contratti con Eni su gas e petrolio non si toccano

Abdel Rahim al-Kib

Abdel Rahim al-Kib

Le autorità libiche hanno precisato ieri che l’annunciata revisione dei contratti siglati dall’azienda italiana Eni con l’ex leader libico Muammar Gheddafi non riguarderà gli accordi su petrolio e gas. «Per non far confusione, le attività che saranno oggetto di revisione sono i progetti di sviluppo sostenibile compresi nel memorandum di intesa siglato dall’Eni con la Libia – si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio del premier libico Abdel Rahim al-Kib – gli accordi su petrolio e gas non saranno interessati». La precisazione conferma quanto l’Eni aveva già annunciato il 29 dicembre scorso, e cioè che i contratti oggetto di revisione non avevano «nulla a che fare con il petrolio o con il gas naturale». Ovviamente il governo libico in questo momento ha come priorità la ricostruzione del Paese dopo gli otto mesi di guerra con i bombardamenti della Nato che hanno ridotto in macerie gran parte di strutture e e infrastrutture. Dopo la «liberazione» della Libia, proclamata ufficialmente il 24 ottobre scorso a Bengasi, le nuove autorità libiche del Consiglio nazionale di transizione (CNT) hanno subito delineato la road map delle scadenze che attendono il Paese per avviarlo verso la stabilità e la normalità. Fra esse la priorità assoluta va alla ricostruzione delle infrastrutture andate distrutte. Il messaggio alle imprese che vogliono fare affari con le risorse energetiche libiche arrivò chiarissimo da parte del primo ministro del CNT Mahmud Jibril nell’incontro, a fine ottobre, del World Economic Forum in Giordania. In quell’occasione Jibril non nascose le difficoltà enormi che attendono la Libia: «Le sfide immediate che il CNT deve affrontare – disse – rappresentano quasi una missione impossibile: riportare la stabilità, requisire i grandi quantitativi di armi in circolazione e avviare il processo di ricostruzione». Con l’annuncio della revisione dei progetti di sviluppo contenuti nel memorandum d’intesa sottoscritto con l’Eni, il governo libico tenterà di cogliere un’occasione preziosa per cercare di dirottare il maggior numero di risorse verso la ricostruzione. Lo farà, certo di ricevere risposte positive, con l’impresa italiana e con chiunque altro vorrà fare affari con petrolio e gas libico.

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