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Generali, oggi il cda decide su Perissinotto

Giovanni Perissinotto

Giovanni Perissinotto

Clima rovente in visto del cda straordinario delle Generali di stamane convocato su richiesta di 11 consiglieri che avrà all’ordine del giorno la posizione del group ceo Giovanni Perissinotto e la sua eventuale sostituzione. Le indiscrezioni mettono in pole position Mario Greco, top manager del gruppo Zurich. La battaglia in corso sul vertice ha fatto volare il titolo del Leone che ha chiuso a 8,49 euro (+ 3,35%). «Sono stato io insieme a Lorenzo Pellicioli a rappresentare a Mediobanca l’urgenza del cambiamento ed Alberto Nagel ne ha convenuto». E’ uno dei passaggi della risposta di Leonardo Del Vecchio, socio col 3% a Perissinotto che in una lettera ai consiglieri aveva accusato piazzetta Cuccia. «Non si tratta di una mozione di sfiducia di Mediobanca – prosegue il patron di Luxottica – ma di una parte molto rilevante del Consiglio e dell’azionariato motivata esclusivamente da fatti aziendali inerenti alla Compagnia». E prosegue: «da tempo l’attuale ceo non è adeguato a gestire le Generali. Questo era già dimostrato più chiaramente dalla modestia dei risultati gestionali, dalla totale mancanza di visione strategica». Del Vecchio respinge l’accusa di Perissinotto relativa a «un’influenza speciale da parte di Mediobanca» sui consiglieri, «affermazione tanto grave quanto infondata». La vicenda Fonsai-Unipol «non c’entra nulla con la sfiducia a Perissinotto ed è tirata da lui in causa solo per coprire la mancanza di risultati accettabili». Riguardo alla possibile svolta manageriale in arrivo Del Vecchio precisa: «Se il consiglio nominerà Mario Greco come futuro amministratore delegato, sarà esclusivamente per dare un decisivo “cambio di passo” alla gestione della Compagnia ed il mercato ha già dimostrato di essere d’accordo».

Perissinotto, facendo riferimento a un incontro avuto mercoledì scorso con Renato Pagliaro e Nagel, nella lettera ai consiglieri esprime «incredulità» sul fatto che «il nostro socio di maggioranza relativa ritenga di mettere ancora una volta i propri interessi sopra quelli della Compagnia, dei suoi assicurati, dei suoi impiegati e della stragrande maggioranza dei suoi azionisti». Il manager tira in ballo l’operazione Unipol-FonSai alludendo alla «salute finanziaria del salvatore». Frase che ha provocato la reazione di Carlo Cimbri, ad di Ugf: deve «chiarire» le affermazioni su Unipol «rettificandone le parti che ledono arbitrariamente e ingiustificatamente l’immagine e gli interessi di Unipol». Perissinotto conclude la lettera affermando: «Non ho alcuna intenzione di accogliere la mozione di sfiducia anticipatami dall’azionista Mediobanca e di presentare le mie dimissioni».

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