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Garanzie al credito, spread Btp-Bund a 430

Mario Draghi

Mario Draghi

Rally a tutto tondo per le Borse europee in un mercato che, pur in assenza di segnali forti da parte della Bce di Mario Draghi e dei leader Ue sulle mosse anti-crisi, vuole scommettere su una imminente soluzione ai problemi di liquidità delle banche spagnole. Non a caso la giornata da grigia si trasforma in luminosa dopo la conferenza stampa del governatore della Banca centrale europea e la sua garanzia che non ci saranno tagli o riduzioni alla concessione di credito alle banche, le più colpite dalle ripetute scosse che caratterizzano da settimane i mercati finanziari. Così, a spingere i listini del Vecchio Continente sono i titoli bancari e Milano archivia la performance migliore mettendo a segno un solido +3,50% premiata dai rialzi delle banche e più in generale del comparto del credito e delle assicurazioni, da Bper (+9,72%) a Mediobanca (+6,29%), da Mediolanum (+5,37%) a Intesa (+5,33%). Brillante la prestazione di Madrid (+2,41%), Parigi (+2,42%), Francoforte (+2,09%), Londra (+2,36%). Bene anche Wall Street: il Dow Jones chiude a +2,35%.

Si allenta anche la pressione sugli spread di Italia e Spagna: il differenziale tra i decennali spagnoli e tedeschi scende sotto i 500 punti e il divario Btp-Bund si restringe a quota 430 dai 440 del giorno precedente. Anche l’euro riguadagna terreno e riaggancia quota 1,25 dollari. Il mercato ha metabolizzato senza scossoni la delusione per l’assenza di un nuovo bazooka nei piani della Bce, che ha peraltro tagliato le stime sul Pil dell’eurozona nel 2012 e tratteggiato lo scenario di una economia che rimane debole con rischi al ribasso in aumento. Dopo aver lasciato i tassi di interesse fermi all’1%, il presidente dell’Eurotower Mario Draghi ha assicurato di essere pronto ad agire se necessario, ha garantito liquidità illimitata alle banche per tutto il 2012, ma ha gelato le aspettative per un terzo round di maxi-aste straordinarie a 3 anni (Ltro). In effetti, riconoscono alcuni operatori, la prudenza di Draghi si deve all’attesa per il test elettorale in Grecia, per il salvataggio delle banche spagnole e per le decisioni dei leader Ue al summit di fine mese. Per ora, l’unica ipotesi su cui si concentrano gli analisti è quella di un taglio del costo del denaro a luglio e di una rapida soluzione per le banche spagnole.

Madrid ieri ha fatto sapere che deciderà entro 15 giorni come risolvere il rebus della ricapitalizzazione delle banche, ossia se chiedere o meno l’intervento del fondo salva-Stati Efsf. Resta sottinteso che il dossier è sul tavolo di Bruxelles e di Francoforte per esplorare vie alternative e meno dolorose, ma per la Spagna la pressione potrebbe presto diventare insostenibile. Un primo test ci sarà oggi, giovedì, quando il Tesoro spagnolo metterà in asta titoli con scadenza 2014, 2016 e 2022. L’importo complessivo è prudentemente modesto (tra 1 e 2 miliardi) ma resta da vedere a quali rendimenti il mercato accetterà di comprare i bond spagnoli dopo che la scorsa settimana il tasso dei Bonos era volato al record del 6,80%. Esattamente a un passo dal punto di non ritorno che ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere il salvataggio internazionale.

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